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L’Authority della Spezia nel mirino dei 5Stelle

Genova - Interrogazione parlamentare sulla ventilata cessione delle quote nella Spezia Shunting Railways: «La società va bene, perchè venderla ora?»

Genova - Con la cessione di quelle quote, l’Authority della Spezia rischia di compromettere il servizio della manovra ferroviaria e di aprire una crisi occupazionale, mentre al momento La Spezia Shunting Railways SpA rappresenta un modello anche per altri porti.

Lo sostiene nella sua interrogazione parlamentare al ministro Paola De Micheli, la senatrice dei 5Stelle Donatella Agostinelli.

Ecco il testo dell’interrogazione.

Nel porto di La Spezia il servizio ferroviario portuale è svolto dal soggetto unico denominato “La Spezia Shunting Railways SpA”, identificato in una società appositamente costituita nel 2013, al cui capitale sociale partecipano l’Autorità di sistema portuale con il 20 per cento delle azioni di categoria A, gli operatori terminalisti e i terminalisti interni raccordati con il 40 per cento delle azioni categoria B e gli operatori multimodali e le imprese ferroviarie con il 40 per cento delle azioni di categoria C, che rappresentano la totalità degli operatori dello scalo spezzino; la società è in utile di esercizio a partire dalla costituzione e ogni anno incrementa il fatturato e il numero dei carri movimentati per il trasporto di contenitori da e per lo scalo marittimo; la società è considerata un modello di gestione pubblico-privato di un servizio di interesse generale, con ruolo di garanzia in capo all’Autorità che nomina il Presidente del Consiglio di gestione e tre membri su cinque del consiglio di sorveglianza; la società ha dipendenti, si autofinanzia e non ha mai avuto bisogno di accedere al credito bancario; il modello di gestione e la struttura societaria sono stati oggetto di dibattito e studio in diversi convegni e autorità portuali nazionali ed estere hanno mutuato il modello societario adeguandolo alle realtà locali; i porti di Trieste e Genova hanno adottato o hanno in corso di adozione modelli societari analoghi, visti i risultati in termini di efficienza dovuta alla sinergia virtuosa creatasi tra ente pubblico e operatori privati; la percentuale del traffico su ferro del porto di La Spezia ha superato il 30 per cento e si avvia a raggiungere il traguardo del 50 per cento, un obiettivo ambizioso reso possibile dallo strumento societario che comprende tutti i soggetti della filiera del trasporto; nel mese di ottobre 2019 sono stati movimentati 13.000 carri ferroviari, record assoluto dello scalo, con un incremento dell’8 per cento sul precedente record del novembre 2018; considerato che: si apprende da notizie rese pubbliche attraverso la rete che l’Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale ha intenzione di vendere attraverso bando pubblico azioni della società, pari al 20 per cento del capitale sociale, e ciò al fine di eliminare un potenziale conflitto di interessi volendo provvedere all’assegnazione del servizio attraverso gara pubblica; le motivazioni addotte richiamano, a giudizio dell’interrogante impropriamente, le previsioni del testo unico decreto legislativo n. 175 del 2016 sulle partecipate; previsioni che non si applicano alla società in questione che svolge attività strettamente legata alla mission dell’Autorità, è da sempre in utile, con la partecipazione di minoranza della stessa; la rete ferroviaria che adduce al porto e ai terminal portuali è in parte gestita da Rete Ferroviaria Italiana, in minima parte dall’Autorità di sistema portuale, dai singoli terminalisti all’interno delle concessioni demaniali e dai terminalisti terrestri raccordati alla rete; l’odierno servizio ferroviario portuale, a gestione unica, sarebbe ripartito come era in origine in manovra primaria svolta dai vettori di linea, in manovra secondaria da svolgersi in parte in autoproduzione, in parte dal soggetto assegnatario della gara e in parte dal singolo terminalista, in una situazione di incertezza visto il sovrapporsi di competenze e di piani di sicurezza in capo ai diversi titolari; considerato infine che, a parere dell’interrogante: l’esperimento di una gara in una situazione perfettamente legittima e virtuosa, che si riassume nella straordinaria efficienza del trasporto su ferro rispetto alla media nazionale, costituirebbe un’iniziativa fondata su presupposti errati e suscettibile di arrecare gravi disservizi con corrispondente calo del traffico su ferro; tale iniziativa potrebbe compromettere i livelli occupazionali e il personale a elevata specializzazione sia nel planning che nel settore operativo, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di propria competenza intenda assumere per evitare le irreparabili conseguenze della decisione.

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