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Parigi sospende le Mistral sine die

Parigi - Stretta tra le pressioni degli alleati della Nato e gli impegni contrattuali sottoscritti con la Russia, la Francia ha rinviato «fino a nuovo ordine» la consegna della prima nave da guerra Mistral commissionata dal Cremlino

Parigi - Stretta tra le pressioni degli alleati della Nato e gli impegni contrattuali sottoscritti con la Russia, la Francia ha rinviato «fino a nuovo ordine» la consegna della prima nave da guerra Mistral commissionata dal Cremlino. Una consegna che Parigi - ufficialmente - vincola alla risoluzione della crisi in Ucraina. L’albero di Natale offerto da Mosca per il sagrato di Notre-Dame non è dunque bastato ad intenerire il governo francese.

Il presidente Francois Hollande «considera che l’attuale situazione nell’est dell’Ucraina non consente ancora» di consegnare la prima delle due navi Mistral e ritiene dunque che convenga «rinviarla fino a nuovo ordine». «Per ora niente ricorso» in tribunale, ha replicato, tramite l’agenzia Ria Novosti, il viceministro russo della Difesa, Iuri Borisov, aggiungendo: «Attendiamo con pazienza... Per il momento non lanciamo procedure». Tuttavia, ha avvertito, se Parigi dovesse tirare troppo la corda «un processo» sarà inevitabile e Mosca pretenderà il pagamento di una pesante penale, «in conformità con il contratto» firmato suo tempo nero su bianco da Parigi.

Per ora, la Francia non ha peraltro reso noto l’ammontare delle penalità a cui si espone nel caso di una violazione del contratto. Né ha fornito dettagli nemmeno sull’avvenire dei marinai russi inviati in Francia per addestrarsi all’uso delle Mistral e che avrebbero dovuto portare la nave in patria. La prima unità portaelicotteri, la “Vladivostok”, doveva essere inizialmente consegnato a Mosca a metà novembre, nel quadro di un contratto di 1,2 miliardi di euro firmato nel 2011 tra la Russia e il costruttore navale Dcns, sotto l’egida dell’ex presidente Nicolas Sarkozy. Mentre la seconda Mistral, la “Sebastopoli”, dovrebbe teoricamente arrivare in Russia nell’ottobre 2015. L’operazione è finita al centro di una querelle diplomatico-militare dopo la decisione di Hollande, a inizio settembre, di vincolare la consegna - fortemente osteggiata dagli Usa - alla risoluzione della crisi a Kiev. «Le condizioni per la consegna non ci sono», ha ribadito oggi il ministro degli esteri, Laurent Fabius. Per Hollande, in ogni modo, il dossier Mistral resta un vero rompicapo.

Oltre al potenziale costo finanziario, l’annullamento della consegna rischia di mettere la Francia nella difficile posizione di un partner che non onora i suoi contratti, dopo la rescissione a sorpresa del contratto con Ecomouv, il consorzio franco-italiano incaricato di raccogliere l’ecotassa sui Tir. Al contrario, la consegna alla Russia delle Mistral irriterebbe gli alleati della Nato, a partire dalla Polonia e dai Paesi baltici, oltre a Washington. In Francia, la posizione del presidente è criticata da estrema destra e comunisti, tutti favorevoli alla consegna, come lo stesso Sarkozy. Al contrario, l’ex capo della diplomazia francese Alain Juppè, appoggia il presidente socialista, definendo l’atteggiamento russo in Ucraina «non accettabile».

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