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Fincantieri, la rivoluzione di Bono / IL RETROSCENA

Genova - La direzione navi mercantili è storicamente la business unit più importante di Fincantieri.

Genova - Con una decisione che ha preso in contropiede i piani alti dell’azienda, l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha comunicato di avere assunto la responsabilità ad interim della direzione navi mercantili del gruppo. La notizia, non divulgata dalla società, è stata confermata al Secolo XIX-The MediTelegraph da due diverse fonti.

La direzione navi mercantili è storicamente la business unit più importante di Fincantieri, e fa capo agli stabilimenti di Monfalcone (Gorizia), Marghera (Venezia), Genova Sestri Ponente, Ancona, Castellammare di Stabia (Napoli) e Palermo. Si tratta dei siti dedicati alla costruzione di navi da crociera e traghetti, settore nel quale Fincantieri primeggia a livello mondiale. Gabriele Cocco, il dirigente che fino a ieri ne aveva la responsabilità diretta, è stato destinato ad altro incarico. Contestualmente, Bono ha provveduto a nominare due vice direttori generali: Alberto Maestrini (direttore navi militari) e Pier Francesco Ragni (direttore business development). Angelo Fusco ha assunto invece l’incarico di vice responsabile della direzione navi militari.

La decisione di Bono è maturata in un momento di particolare delicatezza, per Fincantieri. Dopo le dimissioni del direttore generale Andrea Mangoni e le voci (fino ad oggi smentite, anche nei fatti) della necessità di un aumento di capitale, gli investitori attendono di conoscere il piano industriale dell’azienda, che sarà reso noto in concomitanza con il bilancio. Presentando i dati relativi ai primi mesi del 2015 (chiusi con una perdita di 96 milioni), Bono aveva spiegato che «l’andamento della gestione riflette il forte incremento dell’attività produttiva e di progettazione. Tale incremento è conseguenza dell’importante crescita del portafoglio ordini. Tuttavia, il peso degli ordinativi di navi prototipo, acquisiti a bassa marginalità nella fase più acuta della crisi per sostenere l’attività produttiva, ha penalizzato la redditività del gruppo. A ciò si sono aggiunti gli effetti della crisi del settore Oil&Gas, causata dalla non prevedibile discesa del prezzo del petrolio, e il perdurare delle difficoltà di Vard in Brasile, legate anche alla situazione economica e politica del Paese». Ad accelerare la decisione di Bono, secondo quanto ricostruito, i ritardi (al momento non preoccupanti) accumulati nella costruzione della nave da crociera Carnival Vista, nel cantiere di Monfalcone. Non è un caso che negli ultimi giorni nei siti produttivi del Nord Est l’azienda abbia richiamato alcuni ex direttori di cantiere, la cui esperienza è considerata evidentemente molto preziosa in questa fase.

Fincantieri, oltre ad avere consolidato il rapporto con il gruppo americano Carnival, ha firmato un accordo storico con la Msc della famiglia Aponte ed è stata scelta da Virgin Cruises per la realizzazione delle sue prime navi da crociera: due scommesse che Bono non vuole assolutamente perdere.

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