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Stx-Fincantieri, parla Bono: «Ecco le nostre strategie in Francia»

Genova - «Vogliamo consolidare l’industria europea per fronteggiare la concorrenza asiatica, che sarà sempre più agguerrita. C’è stata un’opportunità e noi l’abbiamo raccolta».

Genova - «Vogliamo consolidare l’industria europea per fronteggiare la concorrenza asiatica, che sarà sempre più agguerrita. C’è stata un’opportunità e noi l’abbiamo raccolta». Lo ha detto Giuseppe Bono, a.d. Fincantieri, a proposito dell’acquisizione del cantiere navale di Saint-Nazaire, in Francia.

Parlando con il quotidiano Ouest France, Bono ha ricordato che Fincantieri «è già leader mondiale nel settore crociere, ma noi vogliamo aumentare questa leadership. L’operazione Stx ci permette di avere tutti i clienti, compresa Royal Caribbean, che non era presente nel nostro portafoglio. L’acquisizione di Saint-Nazaire non punta a ridurre i posti di lavoro. Al contrario: permetterà a entrambi i gruppi di crescere, perché è questo che chiede il mercato. Abbiamo lavoro per dieci anni. Ciò ci consente di programmare i dieci anni successivi anche in caso di nuova crisi della domanda, cercando nuovi prodotti, rivolgendoci a nuovi mercati. Tutto questo sarà possibile grazie al fatto che potremo contare sulle due ingegnerie migliori al mondo».

A proposito delle sinergie tra Italia e Francia, Bono ha spiegato che «Fincantieri non può realizzare le navi più grandi, e continuerà a non produrle. La direzione del cantiere di Saint-Nazaire non sarà toccata: un cantiere non funziona solo grazie ai suoi bacini, ma deve poter contare su risorse umane e manageriali. Abbiamo già incontrato la direzione: parliamo la stessa lingua». Altro tema ‘caldo’ è quello della presenza di Fincantieri in Cina. «I cinesi hanno già acquistato diverse società di ingegneria e hanno già inviato loro ingegneri in Europa. Non ci hanno aspettato. La tecnologia non è un knonw how esclusivo. Ciò che conta è l’esperienza: è la sola cosa che permette di fabbricare quello che vuole un armatore in tempi rapidi. Oltretutto, i cantieri navali non sono dei semplici realizzatori: sono integratori di materiali, di componentistica… Alla base del loro lavoro c’è una grande capacità di organizzazione che necessità di anni di esperienza. Nel caso di Cssc non ci sarà cessione di know how di eccellenza. E le navi realizzate in Cina saranno destinate al mercato locale». Bono ha dichiarato nei giorni scorsi di volere rispolverare, per i cantieri bretoni, il nome storico “Chantiers de l’Atlantique”. «Ognuno dei nostri otto cantieri in Italia è parte integrante di una città. Nessuno meglio di noi può capire l’attaccamento di un cantiere navale al territorio. Conservare questo nome, conosciuto in tutto il mondo, è anche un biglietto da visita». Bono ha concluso l’intervista spiegando i principali obiettivi dell’operazione: «Il cantiere di Saint-Nazaire ha conosciuto difficoltà del suo azionariato: nel 2006, quando i coreani lo acquistarono, avevo discusso con la dirigenza, non conoscevano nulla del mondo delle crociere. Fincantieri apporterà stabilità, crescita e innovazione».

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