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Pinotti: «Troveremo l’intesa con Parigi» / L’INTERVISTA

Genova - «Noi siamo convinti che le tensioni che possono portare a populismi,a voti di protesta, a voti verso i partiti di estrema destra, vadano governate con più Europa. E personalmente credo che la costruzione di una difesa di una sicurezza comune sarà un primo passaggio per un’Europa più coesa»

Genova - «Noi siamo convinti che le tensioni che possono portare a populismi, a voti di protesta, a voti verso i partiti di estrema destra, vadano governate con più Europa. E personalmente credo che la costruzione di una difesa di una sicurezza comune sarà un primo passaggio per un’Europa più coesa». Roberta Pinotti lo ribadisce in occasione della sua visita al Salone Nautico di Genova: gli egoismi, i nazionalismi sono il vero nemico da combattere. «Non penso che l’europeismo della Germania dopo il voto di domenica venga meno. Anzi, ritengo che la Germania darà una spinta ulteriore al processo di unificazione europea», dice la ministra della Difesa.

«Questo Salone sta andando straordinariamente bene. I numeri che ho avuto dagli organizzatori di Ucina sono molto positivi. Merito di chi ha lavorato all’evento ma anche del settore nautico che sta dando importanti segnali di ripresa», dice poi al Secolo XIX-the MediTelegraph poco prima di lasciare gli spazi espositivi della Fiera di Genova. «La nautica rappresenta non solo un’eccellenza per il nostro Paese ma più in generale è una parte importante dell’intero tessuto produttivo italiano che sta contribuendo alla ripresa economica», aggiunge.

Mercoledì (domani per chi legge, ndr), al vertice italo-francese a Lione, ci sarà un incontro decisivo per la trattativa che vede Fincantieri interessata all’acquisizione di Stx France. Il dossier sarà affrontato direttamente da Gentiloni e Macron. Ma l’intesa riguarda, oltre che la cantieristica civile, anche il comparto delle costruzioni militari. Crede che l’operazione tra Italia e Francia andrà in porto?

«Sono ottimista e ritengo che si possa trovare un accordo: ci sono tutti i presupposti affinché Italia e Francia possano lavorare assieme. Sia per quanto riguarda la parte civile che quella che interessa le navi militari. Proprio su quest’ultimo aspetto, credo sia fondamentale operare con sempre maggiore determinazione perché vengano portate a termine aggregazioni industriali a livello europeo».

Fra i due Paesi esistono già rapporti di stretta collaborazione.

«Certo: l’Italia collabora con la Francia ormai da anni. Le unità classe “Orizzonte”, così come le “Fremm”, sono state costruite da Fincantieri in accordo proprio con i francesi. Non solo: stiamo realizzando una nave logistica e presto avremo un’imbarcazione a equipaggio misto. Visti questi diversi aspetti, ritengo sia fondamentale agevolare tutte quelle operazioni che possono favorire una sempre maggiore sinergia nel settore della difesa tra i Paesi europei. Vedremo cosa accadrà all’incontro di Lione, ma sono convinta i due governi avvieranno un percorso capace di tenere assieme sia gli interessi generali che quelli dei singoli».

Nell’operazione Fincantieri-Stx France per il controllo del cantiere francese di Saint-Nazaire si inseriscono anche gli interessi di molte altre aziende italiane attive nel settore della difesa e della sicurezza. Tra queste spicca il nome di Leonardo. Possono, anche in questo caso, nascere nuove opportunità e sinergie oppure potrebbero esserci dei problemi?

«Vede, una nave non è fatta solo dallo scafo ma per funzionare necessita di diversi componenti e accessori. Leonardo sviluppa da sempre sistemi per la unità militari della nostra Marina, così come la Francia si appoggia al gruppo Thales. Stiamo parlando di due aziende conosciute e stimate in tutto il mondo. Per questo motivo sono convinta possa esserci anche in questo caso un vantaggio per entrambi i Paesi: si tratta solamente di lavorare perché esista una simmetricità ed una pariteticità tra quello che sarà il contributo offerto dall’Italia e quelle che saranno le competenze messe in campo dai francesi. Sarà necessario trovare la strada giusta e decidere come procedere, ma non vedo alcun problema».

In Liguria opera Piaggio Aero, storica azienda nata nel quartiere genovese di Sestri Ponente e oggi in forte crisi, nonostante abbia da pochi anni inaugurato un nuovo stabilimento a Villanova d’Albenga. Oltre alla produzione di velivoli, il gruppo sta cercando di sviluppare e vendere il primo drone militare realizzato in Italia. Il governo è interessato all’acquisto?

«Come ministero della Difesa guardiamo con attenzione allo sviluppo sia del modello P1HH che al nuovo progetto del drone P2HH. Si tratta di un programma molto ambizioso che si presenta anche come il primo progetto di questo tipo a livello europeo. Per questo motivo stiamo sostenendo l’intero percorso portato avanti da Piaggio con le capacità della nostra aeronautica e abbiamo inserito lo sviluppo del drone tra le priorità necessarie per la nostra difesa. Abbiamo poi già indicato complessivamente dieci sistemi e dieci velivoli che andremo a richiedere a Piaggio Aero. Si tratta di un sostegno importante nei confronti dell’azienda ma anche di un’iniezione di fiducia. Il governo crede nello sviluppo del mezzo».

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