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Belfast, torna in vita il cantiere navale del Titanic / ANALISI

Trieste - Il gruppo nordirlandese MJM che ha vinto la commessa per il riallestimento della nuova nave di Azamara Club Cruises (gruppo Royal Caribbean).

Trieste - L’industria navalmeccanica britannica torna timidamente ad affacciarsi sul business del refit di navi da crociera. Questo a seguito dell’annuncio del gruppo nordirlandese MJM che ha vinto la commessa per il riallestimento della nuova nave di Azamara Club Cruises (gruppo Royal Caribbean): i lavori sono stati affidati allo storico cantiere Harland & Wolff di Belfast che collaborerà con MJM. Quest’ultimo è specializzato da tempo nel campo dell’allestimento e nel refitting alberghiero di navi da crociera di tutte le dimensioni.

Ma andiamo per ordine: lo scorso settembre P&O Cruises (gruppo Carnival Corporation & Plc.), dopo la poco felice esperienza di Fathom a Cuba, ha deciso di vendere la piccola Adonia (30.277 t.s.l.) ad Azamara che già possiede due navi di questa classe. Ricordiamo che questo marchio di Royal Caribbean opera nel segmento delle crociere upper-premium ed è l’unico brand crocieristico che negli ultimi anni non ha ordinato nessuna nuova nave. Quindi il potenziamento della flotta è stato deciso con l’acquisizione di un’unità di seconda mano ma facilmente adattabile alle caratteristiche delle due unità già in suo possesso (e di conseguenza disponibile in tempi abbastanza rapidi).

E’ stato annunciato che la nave, una volta cambiata bandiera, sarebbe stata ribattezzata Azamara Pursuit e sottoposta ad un intensivo riallestimento degli interni per renderla il più simile alle due sorelle Azamara Journey ed Azamara Quest. Da qui la ricerca della società specializzata a cui affidare i lavori fino alla scelta di MJM Group. L’ultima crociera di Adonia con i colori P&O terminerà a Bridgetown (Barbados) il prossimo 9 marzo: in seguito la nave raggiungerà Belfast dove resterà fino alla fine di luglio. La prima crociera per Azamara con il nuovo nome “Pursuit” è stata programmata per il primo agosto da Southampton con destinazione i fiordi norvegesi.

Anche se MJM ha diversi anni di esperienza alle spalle in questo campo, la sua scelta di affidarsi ad Harland & Wolff è storica perché così un cantiere britannico torna ad occuparsi di una commessa passeggeri dopo tempi immemori. Anche se si tratta solamente di un refit di una nave di piccole dimensioni, nel caso di un’ottima esecuzione dei lavori potrebbe fare da apripista al cantiere per ulteriori incarichi. Parliamo poi di uno stabilimento storico, forse il più conosciuto al mondo per i suoi trascorsi. Infatti qui in riva al fiume Lagan, tra il 1908 e il 1915 furono costruiti i tre transatlantici gemelli più sfortunati della storia. Parliamo dell’Olympic, del celebre Titanic e del Britannic. Con gli ultimi due affondati e il primo sopravvissuto a diverse vicissitudini, segnarono il declino della White Star Line che si concluse con la crisi del ’29. H&W comunque continuò a lavorare alla costruzione di navi passeggeri fino al 1961 con la consegna del Canberra, “ocean-liner” per l’Australia realizzato, guarda caso proprio, per la P&O, all’epoca un’istituzione di “Sua Maestà”. Seguì poi la lunga agonia per l’industria navalmeccanica britannica e per quel che riguarda Belfast la situazione si accentuò dopo la crisi energetica con la fine della realizzazione delle superpetroliere. Infatti nel frattempo era stato realizzato un gigantesco bacino di costruzione per realizzarle. Un tentativo di rientro in grande stile di H&W nel settore delle navi passeggeri era stato fatto agli inizi del XXI secolo quando si trovò in competizione con i Chantiers de l’Atlantique per l’acquisizione della commessa della Queen Mary 2; alla fine Micky Arison scelse la Francia e l’impianto di Belfast rimase nell’oblio.

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