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«Con Stx ci siamo presi un pezzo di Francia»

Riva Trigoso - «Con l’operazione Stx ci siamo presi un pezzo di Francia.Ma se fosse successo il contrario, in Italia nessuno si sarebbe schierato a difesa dell’industria nazionale, come invece hanno fatto loro». Così Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri in occasione del varo della “Antonio Marceglia”

Riva Trigoso - «Con l’operazione Stx ci siamo presi un pezzo di Francia. Ma se fosse successo il contrario, in Italia nessuno si sarebbe schierato a difesa dell’industria nazionale, come invece hanno fatto loro». Così Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri in occasione del varo della fregata “Antonio Marceglia”, ottava unità su dieci del programma italo-francese Fremm: «Abbiamo dato l’opportunità al Paese di non essere sempre succube e di giocare un ruolo da protagonista nel progetto di difesa comune europea» ha detto Bono, aggiungendo che «Fincantieri oggi la prima azienda al mondo nel suo settore, e a livello internazionale noi vogliamo essere un predatore, non una preda». L’ad ha sottolineato che come Fincantieri «siamo impegnati in gare internazionali in Australia e negli Stati Uniti, per importi enormi. Questo ci fa un pò paura per il futuro, perché non è facile replicare una Fincantieri dall’altra parte del mondo, ma è anche una sfida che dà lustro al Paese e ci rende orgogliosi».

Bono ha anche ribadito che occorre più attenzione da parte dello Stato e delle istituzioni nei confronti di Fincantieri, non soldi - sottolinea - «che creano cattive abitudini. Fincantieri è una delle aziende pubbliche che riceve meno contributi. Ci danno le navi da costruire e noi vogliamo guadagnare con quelle. Il lavoro ci stimola e ci spinge a fare sempre meglio. Voglio ringraziare il ministro della Difesa, Roberta Pinotti - ha aggiunto Bono - per la vicinanza che ci ha dimostrato e che speriamo possa continuare a garantirci anche in futuro. Senza la Legge navale, Fincantieri non avrebbe potuto quotarsi in Borsa. Quando i vertici del Governo Letta mi chiesero se Fincantieri poteva quotarsi, risposi che si poteva fare, ma serviva la Legge navale», che prevede 5,3 miliardi per il rinnovo della flotta della Marina Militare: «Ci ha consentito di portare in Borsa un grande gruppo industriale, cosa oggi non facile vista l’attenzione generale tutta concentrata sul mondo finanziario».

Ma l’industria per Bono «è fondamentale per l’Italia: un Paese di 60 milioni di abitanti non può pensare di vivere solo di turismo». Sull’occupazione ha detto: «Il gruppo è pronto ad assumere persone dal territorio, sempre che ci arrivino i curriculum».

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