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Genova, sul bando di Ente Bacini è già polemica / IL CASO

Genova - Il testo pubblicato sulla Gazzetta Ue. Gulli (Uil): «Scorretto non convocarci».

Genova - Parte con lo stupore del sindacato il bando per l’affidamento dei cinque bacini di carenaggio nel porto di Genova, procedura che comprende anche la privatizzazione della società Ente Bacini.

Le linee guida della gara sono state pubblicate sulla Gazzetta dell’Unione europea e nelle prossime ore sarà disponile anche il testo completo messo a punto dagli uffici dell’Authority di Genova-Savona. Secondo Roberto Gulli, segretario generare Uiltrasporti Liguria, l’Autorità di sistema portuale si era impegnata «a convocare le rappresentanze sindacali prima di pubblicare il bando, così da effettuare un ultimo passaggio in vista dell’inizio della gara. L’incontro – prosegue – era stato concordato lo scorso ottobre e chiesto soprattutto per tutelare i lavoratori delle riparazioni navali». La gara per Ente Bacini sarebbe dovuta partire nel 2015 ma i tempi si sono sensibilmente allungati. A fine 2017, dopo mesi di trattative tra Palazzo San Giorgio e sindacati, è stato raggiunto un accordo tra le parti coinvolte con la promessa, da parte dell’Authority, di inserire nel bando la clausola sociale con l’obbligo - per chi gestirà l’area - di assumere i circa 30 dipendenti di Ente Bacini. «Non è stata una trattativa facile - chiude Gulli - e anche per questo motivo ci saremmo aspettati che l’Authority ci convocasse per un’ultima verifica: non è stato fatto e questo comportamento non lo riteniamo corretto».

Il bando - secondo le indicazioni dell’Authority - prevede un’assegnazione di 25 anni. La concessione sarà costituita da un lotto unico in quanto la gestione unitaria dei bacini «consente lo sfruttamento di economie di scopo e di scala (anche in termini di servizi comuni) altrimenti non realizzabili, oltre a consentire il raggiungimento dell’equilibrio economico in caso di eventuale crisi di uno dei segmenti serviti, anche ricorrendo alla flessibilità nell’utilizzo degli impianti». Il valore complessivo del contratto è stimato in 187 milioni di euro e le offerte potranno pervenire a Palazzo San Giorgio entro il 21 maggio di quest’anno. Per quanto riguarda, invece, il rinnovo dei bacini di carenaggio sono previsti nuovi investimenti per circa 32 milioni di euro, di cui oltre 11 a carico dei privati aggiudicatari della gara e 20 milioni a carico dell’Autorità di sistema portuale già in corso di realizzazione.

Tra i soggetti che potrebbero farsi avanti - da soli oppure in società - per avere in concessione l’area ci sono il gruppo Fincantieri, il cantiere genovese Amico&Co e il gruppo Gin (Genova industrie navali), tutti soggetti che già operano nell’area genovese delle riparazioni navali.

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