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Subappalti, nuovo scontro Fincantieri-Fiom / IL CASO

Roma - «Come Fiom-Cgil siamo impegnati da tempo su tutti i cantieri, e in particolare su Monfalcone, contro il modello produttivo sbagliato e controproducente che ha adottato Fincantieri».

Roma - «Come Fiom-Cgil siamo impegnati da tempo su tutti i cantieri, e in particolare su Monfalcone, contro il modello produttivo sbagliato e controproducente che ha adottato Fincantieri. Un modello fatto di appalti e subappalti teso in particolare alla riduzione del costo del lavoro attraverso la riduzione dei diritti, delle retribuzioni, della salute e sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente». Lo dichiara in una nota Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Fincantieri. «Siamo convinti - prosegue - della correttezza e della buona fede di Gianpaolo Andrian, il coordinatore della Rsu dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone e, su questo, vista l’impugnativa del licenziamento già effettuata e la denuncia per comportamento antisindacale che presenterà la Fiom-Cgil del territorio, confidiamo nel giudizio della magistratura che potrà verificare come sono andate effettivamente le cose». In ogni caso, spiega, «la Fiom-Cgil nazionale ha messo a disposizione la Consulta giuridica a tutela del delegato. Da parte nostra, crediamo che abbia giocato un ruolo nella vicenda del licenziamento proprio l’attività di denuncia quotidiana e le iniziative prese da Andrian, insieme alla Rsu, contro i mali atavici di quel cantiere ed in generale contro il modello produttivo adottato».

La replica dell’azienda
«Fincantieri apprende con stupore che la Fiom, piuttosto che stigmatizzare e prendere le distanze dal comportamento contrario alle normative nazionali, contrattuali e aziendali tenuto da un proprio iscritto - tra l’altro primo rappresentante presso il principale stabilimento Fincantieri in Italia - non perde l’occasione per polemizzare avverso fantomatiche situazioni di inadempienze, criticando il modello produttivo aziendale, accusando oltretutto l’azienda di comportamento antisindacale». Lo scrive in una nota Fincantieri in riferimento alle dichiarazioni del coordinatore nazionale Fiom Cgil per la cantieristica Fabrizio Potetti.
«Come ormai noto il provvedimento è motivato dall’aver sorpreso il sig. Andrian in un reiterato abuso dei permessi ex legge 104/1992 (assistenza al congiunto gravemente malato) e dei permessi sindacali esterni, svolgendo attività del tutto prive di attinenza rispetto alle finalità degli strumenti sopra indicati. «L’azione aziendale, si ribadisce, è finalizzata - nel solco della linea messa in campo da tempo per richiamare il rispetto delle regole aziendali, contrattuali e di legge - alla repressione di quei comportamenti illeciti che, oltre a ledere il diritto aziendale di ottenere la regolare prestazione lavorativa, danneggiano l’immagine di Fincantieri e di tutti i lavoratori onesti che, con senso di appartenenza e di responsabilità, onorano il proprio impegno lavorativo e contrattuale». L’azienda, prosegue la nota, «non è a conoscenza di particolari e specifici privilegi che permettano ai rappresentanti sindacali di derogare, fino a violare, le normative di legge e contrattuali. Tale situazione, tra l’altro, non attiene in alcun modo con il tema degli appalti».
Al riguardo la società, «oltre a collaborare costantemente con gli enti preposti al fine di verificare una puntuale correttezza negli appalti, più volte ha sollecitato l’organizzazione sindacale a segnalare eventuali situazioni di irregolarità, non ottenendo alcuna risposta o segnalazione ma soltanto slogan pubblicitari». Fincantieri «amaramente prende atto una volta di più che tale organizzazione sindacale, piuttosto che collaborare attivamente valorizzando l’eccezionale carico produttivo garantito dall’azienda, risulta arroccata su posizioni di contrapposizione aprioristica prive di fondamento e di valore aggiunto estremizzandole fino alla difesa dell’indifendibile».

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