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Condanna Ue su Napoli, Spirito: «Vorrei vedere le carte, ma non ci sono»

Genova - Cantieri del Mediterraneo: «Non abbiamo preso nemmeno 50 centesimi di quei 44 milioni».

Genova - «Non commento. Solo leggendo il dispositivo, che non ho ancora visto, potrò affrontare un ragionamento in merito alle decisioni dell’Antitrust della Commissione Ue». Da Lisbona, dove sta seguendo un evento di settore, il presidente dell’Autorità di sistema portuale per il Mar Tirreno centrale, Pietro Spirito. Ma a “caldo”, sottolinea «il disallineamento esistente tra comunicazione e sostanza. Vale di più il primo aspetto. Non avevo dubbi in materia, ma da una così autorevole fonte istituzionale, mi colpisce». Spirito infatti ha saputo che «il dispositivo della decisione sarà reso pubblico solo nei prossimi giorni».

Cantieri del Mediterraneo «non è stata beneficiaria nemmeno di 50 centesimi, dei 44 milioni di cui si parla. Non avrebbe potuto esserlo, visto che si tratta di finanziamenti la cui gestione esclusiva è dell’Autorità portuale, proprietaria dei suoli demaniali che Camed gestisce solo per le attività imprenditoriali oggetto della concessione di cui è titolare». Così, in una nota, Luigi Salvatori, presidente di Cantieri del Mediterraneo (Camed), esplicitamente menzionati in una decisione dell’Antitrust Ue su azioni dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale giudicate aiuti di Stato, dei quali avrebbe beneficiato anche Camed, concessionaria dei bacini di carenaggio del porto di Napoli. «La totale estraneità dalla vicenda della società che presiedo è, tra l’altro, dimostrata dal fatto che nessun atto ufficiale è mai stato notificato alla Cantieri del Mediterraneo da parte della Commissione europea, atto doveroso nel caso in cui fossimo stati invece parte della vicenda - aggiunge - dai pochi elementi a nostra disposizione, cioè quelli giornalistici, sembrerebbe che Bruxelles consideri l’Autorità portuale di Napoli come un soggetto privato, e non pubblico. Se così fosse, i finanziamenti statali a suo favore potrebbero effettivamente configurarsi come aiuto di Stato. E potrebbero configurarsi come aiuti di Stato, quindi, tutti i miliardi di euro di trasferimenti effettuati negli anni dallo Stato italiano a tutte le Autorità portuali del Paese. Cantieri del Mediterraneo che non solo non ha mai beneficiato, né in maniera diretta che indiretta, di quei fondi ma attende da anni, inutilmente, che vengano portati a termine lavori infrastrutturali indispensabili. Attualmente, infatti, solo uno dei tre bacini di carenaggio è utilizzabile, a causa della totale inerzia dell’Autorità che non porta a termine le opere di ristrutturazione, danneggiando gravemente l’attività della Cantieri del Mediterraneo».

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