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Cantieri navali Uljanik, Bruxelles stoppa il piano di salvataggio

Trieste - La Commissione europea ha ufficialmente bocciato il piano di ristrutturazione del gruppo cantieristico croato Uljanik che è composto dagli storici cantieri navali di Pola e Fiume.

Trieste - La Commissione europea ha ufficialmente bocciato il piano di ristrutturazione del gruppo cantieristico croato Uljanik che è composto dagli storici cantieri navali di Pola e Fiume. Secondo gli organismi europei gli aiuti di Stato sono eccessivi rispetto l’intervento finanziario di capitali privati, andando in contrasto così con la legge comunitaria sulla concorrenza. Si aggrava una situazione già critica ed al momento la sopravvivenza di questi siti industriali fondamentali per l’economia di Istria e del Quarnero non è per nulla scontata. Ora sarà da vedere come la Direzione aziendale farà fronte al pagamento degli stipendi di settembre visto che lo stato croato non può garantire all’infinito le somme necessarie (come è avvenuto fin’ora). In questa occasione però sono emersi dettagli del piano di ristrutturazione che hanno mandato su tutte le furie le rappresentanze sindacali istriane.

Infatti si prevede la riduzione del cantiere polesano di ben 300.000 metri quadri, alienando tutta l’area delle banchine di allestimento e dell’arsenale. Quest’ultime dovrebbero essere destinate ad attività immobiliari, mentre fin’ora s’era parlato di manutenzione e rimessaggio di yacht. In pratica l’attività navalmeccanica sarebbe ridotta solamente all’isolotto dello Scoglio degli Ulivi (da cui prende il nome il cantiere) dove sono presenti gli scali di costruzione. A detta dei sindacati questo sarebbe un colpo mortale per lo stabilimento che può vantare 162 anni di storia, passati attraverso quattro amministrazioni, quella austro-ungarica, quella italiana, quella iugoslava ed infine quella croata. A inizio settembre poi l’Automarine Transport e la Siem Shipping hanno disdetto unilateralmente il contratto per la costruzione di 4 navi car carrier ritenendo il cantiere non più grado di far fronte agli impegni presi. Soltanto una delle navi era in avanzato stato di costruzione, i lavori su un’altra erano stati sospesi, mentre le altre due non erano ancora cominciate. Ora si aspetta una mediazione da parte del governo croato per portare almeno a termine le prime due navi. Anche la commessa più prestigiosa ottenuta da parte di Scenic per una nave da crociera expedition sta subendo forti ritardi, con grande preoccupazione da parte dell’armatore. Quest’ultimo pare abbia proposto di inviare in Istria proprio personale per portare a termine l’allestimento alberghiero della sua prima nave; c’è da chiedersi a questo punto che fine farà la commessa per la gemella. Intanto il malcontento cresce anche nell’altro sito del gruppo, cioè nel cantiere “3 maggio” di Fiume. Qui i lavoratori chiedono l’uscita dello stabilimento dal gruppo Uljanik e la restituzione da parte di quest’ultimo di un prestito di circa 71 milioni di Euro concesso a suo tempo allo Scoglio Ulivi.

Al momento non si vede una soluzione per la più grave crisi che abbia mai colpito i cantieri portanti dell’industria navalmeccanica croata. Infatti il partner strategico scelto per portare avanti la ristrutturazione del gruppo, cioè la Kermas Energija di Danko Končar, non sembra essere in grado di garantire i capitali freschi necessari per far uscire da questa complicata situazione il gruppo Uljanik. Ora bisognerà vedere cosa proporranno le istituzioni regionali e nazionali in una lotta che sembra ormai un “tutti contro tutti”.

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