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Riparazioni navali, con crisi banche imprese in affanno

Genova - Il settore genovese delle riparazioni navali risente della mancanza di decisioni sul futuro del comparto da parte delle istituzioni. A entrare in sofferenza, come segnalano i sindacati, è adesso una delle realtà storiche del distretto genovese dell’industria navale, la Gmg della famiglia Bianchi

Genova - Il settore genovese delle riparazioni navali risente della mancanza di decisioni sul futuro del comparto da parte delle istituzioni. A entrare in sofferenza, come segnalano i sindacati, è adesso una delle realtà storiche del distretto genovese dell’industria navale, la Gmg della famiglia Bianchi. A dicembre non è stato pagato il saldo degli stipendi e adesso si attende di capire che cosa succederà con la paga di gennaio. «L’azienda - spiega Antonio Pedranghelu, di Fiom - sta lavorando per far rientrare i crediti che vanta dai clienti. Il sindacato ha la massima comprensione per la situazione, che non è facile. Purtroppo ci sono problemi con le banche, che non fanno credito pur essendoci carichi di lavoro assicurati». Dal canto suo, Stefano Milone (Fim) spiega che «la preoccupazione è che non capiamo la motivazione. Ci sono molte aziende che pur avendo commissioni assicurate non ottengono credito dalle banche».

Gmg è una realtà che opera all’interno del distretto delle riparazioni navali genovesi. Occupa circa 30 persone direttamente e altre 12 attraverso la società controllata Campanella. Complessivamente sono quindi 42 i lavoratori interessati da questa impasse. «Le motivazioni del mancato pagamento degli stipendi - continua Milone - può essere la scarsa liquidità dovuta al fatto che le banche non fanno fidi oppure che i clienti non pagano. È vero che il lavoro delle riparazioni navali è calato, ma il motivo non può essere quello».

L’atteggiamento delle banche, aggravato dalla crisi della genovese Carige, sta mettendo in difficoltà il settore navale. Già a dicembre, Il Secolo XIX aveva dato notizia degli ostacoli incontrati dai cantieri Mariotti per finanziare la costruzione di due navi. E’ una commessa da 400 milioni arrivata dal gruppo Carnival per i quali le banche non avevano garantito il prestio. Una situazione che si è prolungata fino a oggi, come conferma Marco Bisagno, amministratore delegato dei Mariotti: «Il mondo è cambiato, è molto più difficile convincere le banche, anche se si sono già fatte insieme 5 mila operazioni. Temono il fatto che le nostre imprese hanno poca capitalizzazione, rispetto a commesse che valgono anche 20 volte il capitale sociale. E dopo le vicende Mps e Carige c’è stato un irrigidimento»

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