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Alcol test agli operai Fincantieri, l’assessore tira dritto / IL CASO

Genova - «A me sembra lapalissiano quello che ho detto, ma non era rivolto a tutti i lavoratori di Fincantieri: per gli italiani non ho mai ricevuto segnalazioni...». Stefano Garassino non ritratta e non si “pente”.

Genova - «A me sembra lapalissiano quello che ho detto, ma non era rivolto a tutti i lavoratori di Fincantieri: per gli italiani non ho mai ricevuto segnalazioni...». Stefano Garassino non ritratta e non si “pente”, ma il giorno dopo la bagarre scoppiata per la sua proposta di far fare l’alcol test - dopo la pausa pranzo - ai lavoratori della Fincantieri di Sestri Ponente, l’assessore comunale leghista alla Sicurezza chiarisce il suo pensiero. «Io sono stato più volte in quella zona di Sestri e ho potuto constatare quello che succede - racconta - Ci sono operai delle ditte che lavorano in sub-appalto per Fincantieri, che quando escono dallo stabilimento in pausa pranzo bevono due o tre birre a testa... Sono soprattutto dell’Europa dell’Est, tanti sono romeni e, dopo la pausa pranzo, tornano a lavorare, e magari salgono sui ponteggi...». Di qui la proposta: «Il mio consiglio - spiega - è quello di far fare l’alcol test, perché credo che ci sia un problema di sicurezza. È una responsabilità loro, ovviamente ma, essendo a conoscenza del problema, mi sembrava giusto segnalarlo. Vorrei che fosse chiaro, però, che io ho la massima stima dei lavoratori di Fincantieri, e rispetto anche il segretario della Fiom Manganaro, che mi è pure simpatico, solo che questa situazione secondo me è border line».

Si sa, però, che al di là delle dichiarazioni ufficiali, l’ esternazione di Garassino - non nuovo a dichiarazioni “forti” - ha suscitato molta irritazione anche nella Lega, sebbene il viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, interpellato sulla vicenda, commenti solo con un «cosa volete che dica: il problema dei romeni c’è, ma non posso risolverlo io...». E mentre il Pd invita Garassino a «chiedere scusa agli operai di Fincantieri e delle ditte in subappalto», il sindaco Marco Bucci, che proprio ieri era nello stabilimento di Fincantieri per la commemorazione del 25 aprile, non commenta le parole del suo assessore, ma conferma che «fuori dallo stabilimento ci sono problemi che vanno risolti. Probabilmente faremo un’ordinanza anti-alcol».

Ma, dopo l’attacco del segretario della Fiom genovese, Bruno Manganaro, ieri è arrivata anche la reazione della rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) della Fincantieri di Sestri, che giudica «indegna e inaccettabile la provocazione dell’assessore Garassino. Un insulto ai lavoratori del cantiere navale di Sestri Ponente che, con fatica e sudore, costruiscono le navi più belle del mondo». La rsu, però, attacca anche il consigliere comunale del M5S, Fabio Ceraudo, che a Tursi aveva sollevato il problema del degrado a Sestri e chiesto l’applicazione dell’ordinanza anti-alcol in vigore in altri quartieri. «Non si possono scaricare responsabilità proprie delle istituzioni competenti - denuncia la rsu - Forse l’assessore, o il consigliere comunale che ha sollevato la questione, vorrebbero solo megayacht a Sestri Ponente invece di industria?». Quindi la chiosa in latino: «Deus dementat quos vult perdere», “Dio fa perdere la ragione a quelli che vuole mandare in rovina”.

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