SERVICES

Mega-polo delle navi da crociera, ora i francesi sono ottimisti / IL CASO

La Spezia - Lo ripetono più volte, Bono e Guillou: «Questa intesa è sulla parte militare e viaggia su un binario separato dall’operazione di acquisizione dei Chantiers de l’Atlantique».

La Spezia - Lo ripetono più volte, Bono e Guillou: «Questa intesa è sulla parte militare e viaggia su un binario separato dall’operazione di acquisizione dei Chantiers de l’Atlantique». Il militare e il civile però sono due parallele che in verità si toccano: i bacini di Saint-Nazaire costruiscono navi da crociera, sono i più grandi al mondo e Fincantieri attende da 18 mesi il via libera dell’Antitrust di Bruxelles. Naval Group, nuovo alleato sulle navi da guerra, è azionista di quelle strutture e anche se la nuova società della difesa è «un’altra cosa rispetto alle crociere», è inevitabile pensare che l’Airbus dei mari nasca poggiando sulle corvette e sui cannoni, ma possa crescere solamente inglobando anche la parte civile.

Il numero uno del colosso francese della difesa è ottimista: «Proprio come Giampiero (Massolo, il presidente di Fincantieri che al Secolo XIX aveva dettato i tempi del via libera di Bruxelles, ndr), anche io penso positivo: spero che la procedura si concluderà rapidamente. L’importante è chi si faccia veloce, perché il mercato non aspetta. La nostra volontà c’è». Bono è stato più cauto, spera di concludere rapidamente, ma non nasconde i dubbi. E attacca l’euroburocrazia: «Con Chantiers de l’Atlantique possiamo formare un gruppo senza pari al mondo. Mi prendevano in giro perchè pensavo all’Airbus dei mari – spiega l’ad italiano - ma oggi non sarebbe possibile creare nemmeno l’Airbus dei cieli con queste regole comunitarie e ci sarebbe solo la Boeing. Il mercato va più veloce, non possiamo restare indietro».

Più lavoro: ma dove?
Le commesse della difesa sono complicate, anche sul fronte dell’occupazione. Perché per firmare i contratti da miliardi di dollari con i governi interessati al rinnovo della flotta militare, è necessario che venga inserita anche la clausola della costruzione delle unità nei cantieri nazionali. O comunque della regione geografica interessata. Lo scopo dei Paesi è garantire occupazione alla propria forza lavoro. «Stiamo cercando di capire come poter dare ulteriori commesse ai cantieri che abbiamo in Italia – spiega Bono - Molto del lavoro dovrà però essere fatto in loco: lo chiederanno gli stessi committenti. Le nostre aziende, così come Naval Group, vivono per fortuna un momento di crescita e sviluppo. La nostra unione comunque non produrrà ristrutturazioni. Anzi la facciamo oggi per affrontare al meglio il mercato domani».

Il ruolo di Leonardo
Guillou ha spiegato ieri che Naval Group e Leonardo stanno «discutendo attivamente un’alleanza sui siluri». Il progetto nella strategia dei francesi, aiuterebbe le aziende ad affrontare un mercato sempre più concorrenziale. «È da un anno che ci sono discussioni attive sul progetto Marlin», ha spiegato il numero 1 francese. «I siluri hanno lo stesso problema che esiste anche per le navi: siamo in un mercato molto frammentato dove i concorrenti aumentano e dove l’unione fa la forza». Vuol dire alleanza sui progetti specifici, non sulla società.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››