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«Non finanzieremo il Salone se non ci sarà pace fra associazioni» / INTERVISTA

Genova - Nautica, parla il sottosegretario Scalfarotto. Governo disponibile a sostenere due eventi. «Ma a patto che non siano in concorrenza».

Genova - «La nautica made in Italy è un settore che il governo tiene in grande considerazione. E per questo motivo, sotto indicazione del ministro Calenda, ho lavorato a lungo per ricucire lo strappo tra Ucina e Nautica Italiana. Speravo si raggiungesse un accordo prima di Natale, ma così non è stato». Ivan Scalfarotto, sottosegretario allo Sviluppo economico, racconta per la prima volta al Secolo XIX/The MediTelegraph i passaggi di una trattativa durata mesi e condotta con l’obiettivo, da parte del governo, di riavvicinare le due associazioni che rappresentano le aziende italiane del comparto nautico. Con una speranza e una certezza: «Mi auguro che le due parti possano riflettere sull’accordo che al momento è stato rifiutato. Perché, come più volte indicato dal ministro, consideriamo l’accordo tra le parti condizione necessaria per qualsiasi finanziamento da parte del governo».

Quale è l’ipotesi di intesa che non è stata accettata?

«Abbiamo chiesto che le due associazioni iniziassero a collaborare in modo costruttivo tra loro. Per raggiungere questo obiettivo ci siamo resi disponibili anche a finanziare eventualmente due eventi: sia il tradizionale Salone di Genova organizzato da Ucina, sia la manifestazione che Nautica Italiana vuole creare da zero».

A quali condizioni?

«Alla tradizionale manifestazione del capoluogo ligure sarebbe stata garantita la stessa importanza e centralità che ha da sempre, mentre la nuova kermesse non sarebbe stata organizzata nello stesso periodo dell’anno e avrebbe avuto un target differente: solo barche in acqua e yacht esposti solo oltre i 24 metri di lunghezza. Insomma, due saloni rigorosamente non in competizione tra loro ma partecipati da entrambe le associazioni».

Poi cosa è successo?

«Questa ipotesi di accordo, che per me era convincente, non è stata accetta. E francamente non ne comprendo il motivo».

Crede che i presidenti delle due associazioni possano ripensarci?

«Me lo auguro. Il governo sa bene quale è l’importanza di questo settore per il tessuto economico del nostro Paese e quanto il comparto rappresenti una eccellenza del made in Italy nel mondo. Ma finora non abbiamo ottenuto risposte capaci di superare divisioni e incomprensioni».

Quali finanziamenti, a favore dei due saloni, il governo potrebbe mettere a disposizione?

«La stessa cifra che già l’anno scorso era a bilancio. Anzi, se le due parti tornassero a dialogare cercheremo senza dubbio di aumentare i fondi per la nautica in un’ottica di potenziamento del settore».

Il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha detto che il prossimo anno solo il Nautico di Genova riceverà l’aiuto del Mise. E non il nuovo evento che Nautica Italiana farà a Viareggio invece che all’ombra della Lanterna.

«La nostra posizione è ferma. Faremo la nostra parte come ministero solo se ci sarà un accordo tra le due associazioni».

Crede ancora che la nautica italiana potrà tornare ad essere unita?

«Me lo auguro, in un prossimo futuro. Per il momento sarei già soddisfatto se le due parti accettassero di collaborare tra loro».

Getta la spugna?

«No. Faccio un appello ai due presidenti: la mia porta è sempre aperta, se cambiano idea sanno dove trovarmi».

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