SERVICES

Demaria: «Più spazi e marchi al Nautico 2018» / COLLOQUIO

Genova - La presidente di Ucina: «Il Salone di Genova crescerà. Sulla Darsena progetto pluriennale. Non siamo più visti come un club di evasori. Merito del Nuovo Codice. Nautica Italiana? Al settore basta un’associazione sola. Ma con gli ex Ucina ora c’è un dialogo».

Genova - La presidente di Ucina, Carla Demaria, dice che il Salone Nautico di Genova, edizione 2018, crescerà ancora rispetto a quello di quest’anno. Perchè «ci saranno più spazi espositivi e aziende. Ci saranno più barche in acqua e negli stand». La manifestazione, che si terrà come da tradizione nel capoluogo ligure, il prossimo anno è stata programmata dal 20 al 25 settembre. «Questo periodo - spiega la presidente della Confindustria nautica al Secolo XIX/The MediTelegraph - ha riscontrato la piena soddisfazione di oltre il 70% degli espositori, motivo per cui abbiamo deciso di confermare come data quella della seconda metà di settembre».

A marzo 2018 l’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona deciderà a chi affidare gli spazi della Darsena di Genova, area oggi nelle mani de “I Saloni nautici”, società controllata al 100% da Ucina. Per il sito sono già arrivate a inizio mese due richieste di affidamento: una della stessa associazione legata a Confindustria e l’altra del cantiere genovese Amico & Co. A queste si sono aggiunte, prima di Natale, altre due istanze avanzate da Leghe Leggere Campanella e da Fiera di Genova assieme alla società Porto Antico. L’area si estende su una superficie di 92.850 metri quadrati, di cui 21.450 di spazi coperti, 62.338 di specchio acqueo e 6.900 di pontili galleggianti, le stesse superfici dove trovano spazio le barche durante il periodo di svolgimento del Salone di Genova. «Sulla Darsena abbiamo un progetto importante che prevede investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro», sottolinea Demaria. Che aggiunge: «Crediamo di avere presentato un piano più che competitivo. E siamo convinti di avere buone possibilità per ottenere in concessione l’area anche per i prossimi anni».

«Per il nostro comparto - prosegue la presidente di Ucina - il bilancio del 2017 è molto positivo: l’approvazione del nuovo Codice della nautica da diporto avvenuta lo scorso settembre è stata una grande operazione di semplificazione e informatizzazione. Il nostro settore, grazie anche all’operato del governo e del ministro Delrio, finalmente non è più visto come un club di evasori». Tra le novità introdotte dal Codice ci sono l’introduzione della figura del mediatore del diporto per contratti di noleggio, costruzione, compravendita, ormeggio, con esame abilitativo semplificato rispetto a quello attualmente richiesto (da broker marittimo commerciale) e possibilità di essere legale rappresentante della barca; il riconoscimento della professione di istruttore di vela; la possibilità di un accosto libero fino a quattro ore e per un massimo di tre volte al mese all’interno dei marina. Numerose anche le semplificazioni: sulla bandiera, il tonnellaggio e le procedure documentali, anche in vista di una possibile migrazione degli armatori a seguito dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

Il mondo associativo della nautica tricolore resta spaccato in due: da una parte Ucina e dall’altra Nautica Italia, l’associazione nata per volontà di alcuni grandi marchi fuoriusciti dalla realtà affiliata a Confindustria: «Non servono due associazioni - dice Demaria - una sarebbe certamente meglio. Ma ora abbiamo avviato un dialogo».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››