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Maxi Yacht, ora Genova sfida Francia e Spagna / GALLERY

Genova - Amico investe quasi 30 milioni e trasforma il cantiere con un mega ascensore per le barche da 100 metri. «Siamo pronti per altre assunzioni».

Genova - Quando a ottobre sarà tutto pronto e dopo pochi giorni la prima nave da diporto salirà sulla piattaforma, Genova potrà davvero competere con le altre capitali della nautica. «Diventeremo uno dei principali hub del Mediterraneo» spiega orgoglioso Alberto Amico, alla guida del cantiere che ripara e rimette in sesto i giganti del mare, gli yacht grandi – e ora grandissimi – che navigano nelle acque europee. Davanti all’area dove sorgeva sino a poco tempo fa il palazzo ex Nira negli spazi della Fiera di Genova, per tre giorni è rimasta ormeggiata una chiatta: «È partita da Brindisi dove sono stati saldati tutti i pezzi e poi, una volta completata, è arrivata qui dopo una settimana di navigazione» dice Fabrizio Scardigno, il manager del cantiere seduta nella “cabina di regia” del nuovo progetto che vale quasi 30 milioni. Giovedì è terminata l’operazione di sbarco del più grande “ascensore” per yacht del Mediterraneo: «Con lo ship-lift potremo movimentare a terra le imbarcazioni sino a 95 metri e 4.000 tonnellate di dislocamento» spiega ancora Scardigno. La barca arriva dal mare e sale sull’ascensore posizionato sotto il livello dell’acqua: una grande piastra di acciaio la solleva in secca sino alla posizione adeguata e con un sistema di binari e trenini, piccoli, potentissimi, elettrici e quindi a emissioni zero, viene trasferita sul piazzale pronta per essere lavorata al coperto grazie alle termocoperture temporanee: «Arriveremo a poter ospitare sino a 5 mega yacht in più nel nostro cantiere – dice il manager – Prima per questo tipo di imbarcazioni avevamo disponibili solo due bacini: uno qui da noi, l’altro nell’area di Ente Bacini, ma non è più in esclusiva». Per non perdere il treno del mercato, Amico ha deciso di trasformare la propria area industriale: «Contiamo di poter ospitare la prima barca a metà ottobre – conferma il numero uno del cantiere – Quello dei grandi yacht è un settore in piena espansione che vogliamo intercettare, ma servono spazi e strutture adeguate». Per le infrastrutture Amico ha messo sul piatto 27 milioni di euro per trasformare 15 mila metri quadrati dell’area in concessione.

In gara con i Big

I tempi anche nel settore della nautica sono una parte fondamentale del lavoro: Amico va di fretta «anche per battere Barcellona, il nostro principale concorrente, e La Ciotat (in Francia, ndr) che però è in ritardo di un anno». Sono i due poli europei che si contendono il refit dei grandi yacht. «Ma a Genova adesso abbiamo tutti gli elementi per risultare vincenti: stiamo attirando barche, armatori ed equipaggi». Se Amico batterà sul tempo gli spagnoli, sarà l’Italia ad avere per prima l’ascensore per barche più grande del Mediterraneo. E non è solo una questione d’orgoglio. In ballo ci sono posti di lavoro: «Per sostenere i nuovi investimenti, abbiamo assunto 15 persone e programmiamo altri dieci ingressi nei prossimi mesi». Investimenti e nuovi posti di lavoro che Amico mette sul piatto della bilancia, mentre dall’altra parte ci sono state lamentele perché la chiatta ha bloccato l’accesso per tre giorni alla marina della Fiera: «In questa città c’è chi ritiene sia meglio fare polemica, piuttosto che investire e creare ricchezza - dice il numero del cantiere - I benefici non ci saranno solo per noi, ma anche per l’indotto e per tutta l’economia della città».

Il progetto Darsena

Poco distante dai piazzali dello stabilimento c’è la Darsena della Fiera di Genova. E’ stato terreno di scontro tra Ucina, la Confindustria Nautica e l’Authority che ha diviso, in sostanza, quello specchio acqueo e quelle banchine, tra il cantiere genovese e l’associazione. Lì si svolge anche la parte “in acqua” del Salone di Genova e le frizioni erano finite anche davanti alla giustizia amministrativa: “Purtroppo abbiamo perso tempo, quasi un anno. Abbiamo bisogno di spazi: quello è un polmone fondamentale per noi – spiega Amico - Non porteremo nessuna attività industriale: doteremo quella banchina di tutti i servizi necessari agli equipaggi degli yacht. Compreso l’allaccio alla rete elettrica, che è già presente nel nostro cantiere, e che consente di alimentarsi in modo green. Poi realizzeremo le infrastrutture necessarie e una struttura per gli equipaggi. E’ un investimento da 6 milioni di euro. E lasceremo l’area al Salone nelle date dell’evento: così le barche in esposizione troveranno un’area già attrezzata”.

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