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Terminal Hupac Piacenza, inizio lavori entro il semestre

Piacenza - La struttura, su un’area di 75 mila metri quadrati con cinque binari da 750 metri, opererà in regime di sistema con le altre due strutture di Milano e Brescia in funzione del nuovo traforo del San Gottardo.

Piacenza - Le opportunità per il traffico ferroviario in Italia ci sono, ma essenziali sono la concentrazione degli investimenti e delle strategie. Così Alessandro Valenti, Director Sales & Operations Shuttle Net del gruppo Hupac, che proprio sulla città dell’Emilia sta rinforzando il terminal ferroviario (inizio dei lavori entro il primo semestre 2017, risolte le ultime formalità burocratiche), su un’area di 75 mila metri quadrati con cinque binari da 750 metri, che opererà in regime di sistema con le altre due strutture di Milano e Brescia in funzione del nuovo traforo del San Gottardo. «I motivi per cui investiamo su Piacenza sono evidenti: in primo luogo ovviamente per una necessità, visto che le altre strutture presenti nel Nord Italia sono sature, in secondo luogo per la straordinaria posizione di questa città».

Le potenzialità del nodo logistico di Piacenza sono state messe in evidenza da Monica Patelli, dell’Istituto sui trasporti e la logistica del Polo logistico di Piacenza nel corso della Bilog, la Biennale della Logistica, mostra-convegno ospitata ieri e oggi presso il centro congressi di Piacenza Expo, nata dall’intesa tra il Comune piacentino e l’Autorità di sistema portuale Spezia-Carrara, e realizzata con il supporto di Circle e Piacenza Expo. Un’area, quella di Piacenza, che nella Provincia somma cinque milioni di metri quadrati di aree, ma che ha nella zona delle Mose, a sud-est della città, il suo centro più importante, con 2,5 milioni di aree, un’espansione iniziata alla fine degli anni Novanta con l’insediamento dell’Ikea, che qui realizza la logistica per il Sud Europa e l’intero Medio Oriente, anche esportando prodotti italiani - e tra l’altro proprio l’Italia, spiega Milena Benzi, Custom Manager di Ikea, è il terzo fornitore mondiale della multinazionale svedese.

Valenti ricorda che il tunnel del San Gottardo può essere un’opportunità ma anche un rischio per l’Italia: «Se prima il bacino dei porti liguri era il Nord Italia, in futuro sarà sicuramente la Svizzera, il Sud della Germania, ma bisogna comprendere che i porti del Nord Europa operano su una scala radicalmente maggiore, per struttura e configurazione geografica. Per questo credo che lo Stato Italiano dovrebbe concentrare gli investimenti, e ad esempio incentivare l’uso della ferrovia su determinate tratte - secondo lo schema adottato ad esempio in Svizzera -. Ad esempio - aggiunge Valenti - sarebbe interessante poter realizzare, in attesa del Terzo Valico, un sistema di navettamento tra i porti del Mar Ligure e i retroporti sulla pianura Padana, per poter garantire così un sistema competitivo» e allungare concretamente il raggio d’azione di Savona, Genova, La Spezia e Marina di Carrara. Una nota sul Piano della Logistica: «Credo sia molto attento alle questioni di governance. Personalmente penso che un confronto con gli operatori privati potrebbe portare un contributo interessante», conclude Valenti.

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