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Slala, un patto con Uirnet per tentare il rilancio

Genova - A quasi 15 anni dalla sua istituzione, gli enti locali sostenitori provano a rilanciare Slala, la Fondazione per l’integrazione logistica tra l’Alessandrino e porti liguri.Il mese scorso il consiglio ha nominato il nuovo presidente Cesare Rossini, avvocato con esperienza di risanatore di società semi-decotte

Genova - A quasi 15 anni dalla sua istituzione, gli enti locali sostenitori provano a rilanciare Slala, la Fondazione per l’integrazione logistica tra l’Alessandrino e porti liguri.

Il mese scorso il consiglio(composto dalle Camere di commercio di Alessandria e Savona, i Comuni di Alessandria e Novi Ligure, la Provincia e la Cassa di risparmio di Alessandria) ha nominato il nuovo presidente Cesare Rossini, avvocato con esperienza di risanatore di società semi-decotte (come l’Alessandria Calcio nel 2012) e profilo politico trasversalmente apprezzato; questo mese è stato approvato il piano di spesa 2018-2020 (circa 170 mila euro) e tracciate le linee guida per tentare il rilancio della Fondazione.

Al di là degli aspetti legati alla mobilità locale, il fronte che più interessa la Liguria è quello della logistica: il piano di Rossini è valorizzare la partecipazione (5%) di Slala in Uirnet, la società controllata da porti, interporti, autotrasportatori e società del settore hi-tech che ha come obiettivo la creazione della Piattaforma logistica nazionale (Pln) cioè il sistema voluto dal ministero dei Trasporti per mettere in comunicazione i sistemi informatici di tutti i soggetti gestori di infrastrutture in Italia.

Valorizzazione che passa sia dal punto di vista economico (è prevista una perizia sulla partecipazione) sia da quello operativo, con Slala che potrebbe proporsi come tramite tra Uirnet e le aziende manifatturiere del Nord Ovest che oggi utilizzano i porti del Nord Europa a scapito di banchine liguri e infrastrutture piemontesi. Dove ancora non c’è l’infrastruttura (il Terzo valico) può vincere insomma la tecnologia, come è stato il caso del Corridoio controllato doganale, prodotto Uirnet che ha ancorato Ikea ai porti di Genova e Spezia e all’interporto della vicina Piacenza, e da dove il colosso svedese smista container di mobili in Sud Europa e Medio Oriente.

Un’attività che su questo fronte ribalta la filosofia di Slala: non è più il settore pubblico a cercare di governare i processi retroportuali, ma saranno i privati a determinare o meno l’utilità e quindi il successo di Slal, almeno nell’ambito logistico.

Due le conseguenze: la prima è che il destino del parco ferroviario di Alessandria (intorno a cui si sviluppava tutto il progetto Slala) per ora è messo tra parentesi, visto che in tre lustri il mercato ha scelto altre infrastrutture (Orbassano, Novara, Rivalta) e le Ferrovie (che intanto hanno investito su Milano, Brescia e Piacenza) devono ancora rendere noto se esistono soggetti interessati a investire, e in che modo, sul parco alessandrino.

La seconda, è il recupero degli enti che nel tempo hanno abbandonato Slala: se alcuni Comuni dell’Alessandrino (Tortona, Casale, Valenza) hanno già espresso interesse a entrare nella partita, il ritorno delle Regioni Piemonte e Liguria, dei Comuni di Genova e Savona, delle Autorità di sistema portuale è ancora tutto da contrattare.

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