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Federlogistica, il ritorno di Merlo

Genova - La notizia ne contiene in realtà due. La prima: Luigi Merlo, dopo l’interruzione forzata del rapporto con Msc (il Tar del Lazio di pronuncerà a novembre sulla censura dell’Anac), è nuovamente in pista. La seconda: Amazon, per la prima volta, entra a far parte di un’associazione di categoria italiana

Genova - La notizia ne contiene in realtà due. La prima: Luigi Merlo, dopo l’interruzione forzata del rapporto con Msc (il Tar del Lazio di pronuncerà a novembre sulla censura dell’Anac), è nuovamente in pista. La seconda: Amazon, per la prima volta, entra a far parte di un’associazione di categoria italiana.

Merlo, per due mandati presidente dell’Autorità portuale di Genova, da ieri guida Federlogistica, associazione nata anni fa all’interno di Confcommercio e in realtà mai decollata.

Qual è l’obiettivo di questa operazione?

«È un’iniziativa speculare a quella di AssArmatori. Lo scopo principale è favore un’integrazione globale nel mondo della logistica, coinvolgendo anche operatori stranieri. Fino ad oggi abbiamo una ventina di associati, altrettanti stanno per entrare. Parliamo di terminalisti, società retroportuali, società di servizi. C’è anche l’associazione dei guardafuochi. L’iniziativa nasce a sostegno del settore, non contro qualcuno».

Possiamo considerarla una risposta all’idea di creare un polo marittimo-logistico dentro Confindustria?

«No, perché Confcommercio al proprio interno aveva già piloti, agenti marittimi, armatori. Ripeto: il nostro approccio sarà di confronto, non di scontro. Con l’Art, per esempio, intendiamo dialogare nel modo più sereno possibile».

Il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, ha dichiarato al Secolo XIX che molte nuove associazioni che fanno dell’italianità una bandiera in realtà nascondono interessi stranieri. Si sente chiamato in causa?

«Quella di Mattioli è una posizione davvero singolare. È una posizione vecchia, che ci distingue nettamente. Se tutti quanti parliamo delle opportunità dell’internazionalizzazione, se Amazon assume 1.700 persone in Italia, come possiamo pensare di chiudere le porte agli stranieri? Mi sembra una logica medievale. Amazon ha dimostrato di voler partecipare alla vita associativa del Paese: questa, a casa mia, è una grande notizia».

Quindi è giusto che gli armatori stranieri usufruiscano dei benefici riservati a chi batte bandiera italiana?

«Sì, se assumono marittimi italiani. Parliamo dei benefici occupazionali, non fiscali. Nei prossimi anni il settore crociere creerà migliaia di posti di lavoro: se esiste un modo per favorire i nostri equipaggi, perché non sfruttarlo?».

Federlogistica accetterà solo iscrizioni di aziende o anche di enti, come le Autorità di sistema portuale?

«Non avrebbe senso avere allo stesso tavolo concessionari e concedenti».

Prossimi passi?

«Incontreremo i sindacati, ci sono scadenze importanti - come il contratto porti - e vogliamo discuterne assieme. Uno degli obiettivi primari è essere parte attiva della contrattazione»

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