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Botta: «Dl Genova, manina contro la logistica»

Genova - Il direttore generale degli spedizionieri genovesi, Giampaolo Botta, punta il faro su un emendamento del decreto, quello al comma 1, lettera a) dell’articolo 16, che a sua volta va a modificare l’articolo 37 del decreto Salva Italia del 2011, da cui nasce l’autorità di regolazione dei Trasporti (Art)

Genova - Il direttore generale degli spedizionieri genovesi, Giampaolo Botta, punta il faro su un emendamento del decreto, quello al comma 1, lettera a) dell’articolo 16, che a sua volta va a modificare l’articolo 37 del decreto Salva Italia del 2011, da cui nasce l’autorità di regolazione dei Trasporti (Art).

Per come è scritto l’emendamento, dice Botta, il decreto Genova rischia con una mano di dare soldi al mondo dei trasporti, ma poi di toglierglieli con l’altra. Questo perché «con tre righe» l’emendamento sdogana il contributo a favore dell’Art da parte di tutti «gli operatori economici operanti nel settore del trasporto» e non più solo da parte «dei gestori delle infrastrutture e dei servizi regolati»: nei fatti, spiega Botta, «sono legittimate le pretese dell’Art» ossia fare pagare il contributo di sostegno all’Authority «a tutte le 41 attività di mercato del settore trasporti, quindi autotrasporto, spedizioni, imprese portuali, terminalisti, e-commerce» e non direttamente regolamentati dall’Art, come ad esempio le ferrovie.

Un’operazione che va contro i ricorsi vinti proprio su questo tema dalle associazioni di categoria «presso il Tribunale amministrativo del Piemonte, in Consiglio di Stato, alla Corte Costituzionale, e che per l’Art varrebbe svariate decine di milioni. Non una bella pubblicità nel momento in cui Amazon è in trattative per insediarsi a Genova. Di chi sarà la “manina” questa volta? O è solo un’amnesia di Toninelli?» conclude il dg di Spediporto.

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