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«Posizione geografica e qualità dei servizi sono i punti di forza dell’Interporto di Padova»

«Oggi Interporto Padova gestisce i terminal intermodali presenti e dà in locazione magazzini ed uffici agli operatori (una parte degli spazi logistici sono anche gestiti direttamente come un vero e proprio “logistics operator”)».

«Interporto Padova è un grande hub logistico ed intermodale - dice Sergio Gelain, presidente del gruppo -. La società ha realizzato tutte le più importanti infrastrutture oggi presenti nell’area (300 mila metri quadrati di magazzini, 240 mila metri quadrati di terminal intermodale). Va detto che importanti investimenti sono stati effettuati anche dalle Ferrovie dello Stato in termini di strutture ferroviarie. Oggi Interporto Padova gestisce i terminal intermodali presenti e dà in locazione magazzini ed uffici agli operatori (una parte degli spazi logistici sono anche gestiti direttamente come un vero e proprio “logistics operator”)».

Quali sono i vantaggi che può offrire in termini di servizi logistici e assistenza?
«La localizzazione ai margini di una grande area urbanizzata del centro Veneto e contemporaneamente nel cuore del sistema produttivo del Nord Est, rendono la piattaforma interportuale particolarmente appetibile per le imprese di trasporto, logistica e distribuzione. Nell’insediarsi in Interporto gli operatori hanno vantaggi in servizi dedicati (dogana, distributori carburanti, parcheggi per mezzi pesanti, magazzini pensati per loro, uffici, servizi pubblici, ecc...) che ne rendono particolarmente efficiente ogni attività».

Che cosa pensa della competitività delle infrastrutture italiane?
«È importante agire per tempo nelle infrastrutture, per alcune di esse è passato fin troppo tempo in discussioni; ma occorre anche guardare con attenzione ogni intervento, una grande infrastruttura non è di una sola provincia o regione, ma riguarda tutto il Paese, proprio per questo dobbiamo anche cercare di evitare la proliferazione di mega progetti spesso dovuti anche a fenomeni di competizione territoriale».

Quali opportunità possono nascere dall’ultimazione di grandi opere come Tav e Terzo valico?
«Tutto ciò che riguarda l’ampliamento della capacità ferroviaria è visto come una grande opportunità per un interporto come Padova. Ricordo che la capitale della portualità italiana è nell’area che va dal nord Toscana alla Liguria: è necessario portare la qualità dei collegamenti ferroviari ad un livello europeo».

Quali dovrebbero essere le priorità del governo appena insediato in materia di trasporti e logistica?
«Ci sembra che il Governo abbiamo ormai più volte ribadito che l’attenzione al green sarà uno dei leitmotiv della politica di sviluppo. Non possiamo che essere d’accordo».

Il settore dei trasporti sarà giocoforza sempre più green. Voi come vi state attrezzando?
«Interporto Padova ha fatto di tale attenzione una ragione di essere: 5.500 treni annui (grazie ai nostri operatori), 12,5 megawatt annui di energia pulita da fotovoltaico su tetto, consegne “pulite” in città grazie a Cityporto, attivo dal 2004. Ciò che abbiamo capito in questi ultimi tre anni è che spesso il fare non basta, occorre anche promuovere una cultura e un’attenzione sui temi dell’ambiente; proprio la nostra peculiarità di aver concretamente risolto dei problemi che in molti casi gli altri stanno ancora valutando... ci dà una grande forza persuasiva e ci garantisce una credibilità importante per la promozione della logistica verde».

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