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«Resto fino a primavera, ma il porto non si ferma» / INTERVISTA

Genova - Parla l’ammiraglio commissario dell’Authority di Genova. Pettorino: «La mia sarà comunque una gestione breve. Le aree per Ansaldo? Soluzione vicina».

Genova - Doveva essere un commissariamento breve, anzi brevissimo. Almeno così aveva spiegato il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, lo scorso novembre a Genova. Adesso, dopo neppure due mesi, l’ammiraglio Giovanni Pettorino, successore di Luigi Merlo alla guida di Palazzo San Giorgio, anticipa al Secolo XIX/The MediTelegraph che resterà al comando del porto «fino a primavera».

Ammiraglio, si teme una paralisi dello scalo senza la nomina di un presidente. Timori ingiustificati?

«Sono d’accordo con gli operatori: il governo deve nominare un presidente. Ma nel frattempo il porto non si è fermato, glielo posso assicurare».

Il suo però doveva essere un commissariamento breve.

«Lo sarà. Il ministro Delrio ha ben chiaro quello che c’è da fare».

A partire dalla legge di riforma dei porti? Si parla di venerdì prossimo.

«Non conosco i tempi tecnici, ma non manca molto».

Nel frattempo? Concessioni, Blue Print, Ente Bacini, riassetto dei terminal, aree Ilva, traffico merci in porto. Da dove partiamo?

«Il comitato portuale di Genova, anche nella sua ultima riunione, ha dato il proprio parere favorevole al progetto del Blue Print ideato da Renzo Piano. Ai circoli nautici è stata rinnovata la concessione degli spazi per un solo anno. Poi dovranno spostarsi».

Per dare più spazio alle riparazioni navali?

«Tra pochi giorni uscirà il bando per Ente Bacini. La città di Genova deve continuare a credere in questo settore. Il tombamento del porticciolo Duca degli Abruzzi è un primo passo per dare più respiro all’industria».

C’è anche la Darsena nautica della Foce. Un’altra area contesa.

«Ci sono quattro richieste: Ucina, il cantiere Amico & Co assieme all’agenzia Pesto, e due proposte da Fiera di Genova. Valuteremo l’offerta migliore».

Aree Ilva. Ansaldo vorrebbe uno sbocco a mare. Come vi state muovendo?

«Stiamo analizzando la situazione, sia dal punto di vista tecnico che giuridico. Non abbiamo ancora preso una decisione, lo faremo nelle prossime settimane».

Parliamo della partita aperta sui terminal? I privati chiedono assegnazioni più lunghe per fare investimenti in banchina.

«Oggi seguiamo quelle che sono le attuali regole ministeriali. Il presidente Merlo aveva già impostato un buon lavoro. Stiamo proseguendo su questa strada, in attesa di nuove indicazioni da Roma».

Con la riforma, l’Authority di Savona sarà accorpata a Genova. Questo ha suscitato diverse proteste dal mondo politico e imprenditoriale savonese.

«I porti dovranno essere visti come realtà inserite in un contesto nazionale. E la nuova legge si muoverà proprio in questo senso».

Ammiraglio, oggi lei si trova alla guida di Palazzo San Giorgio, della Capitaneria di Genova e del comando regionale della Guardia Costiera. Nient’altro?

«Non è semplice. Ma in fondo il ruolo nuovo è solamente uno, quello di commissario del porto».

Fino a primavera, giusto?

«Direi proprio di sì».

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