SERVICES

Apm, opzione piemontese sui traffici

Savona - Alleanza Authority di Savona-Interporto di Orbassano per le merci in arrivo alla piattaforma di Vado. Polo logistico di Mondovì riceverà, a partire dal 2018, 50 mila container l’anno via treno.

Savona - Uno scalo nuovo di zecca affacciato sul mare, due (o più) interporti alle spalle che ricevono le merci per smistarle verso i mercati italiani e dell’Europa settentrionale. Dopo l’accordo fra l’Autorità portuale di Savona e l’interporto “S.I.To” di Torino Orbassano, sono stati avviati i progetti per inviare a Mondovì circa 200 container al giorno, pari a 50mila dei 750mila teu preventivati in arrivo sulla costruenda piattaforma multipurpose che Apm-Maersk gestirà a Vado. Un’operazione da circa otto milioni di euro che ha suscitato il forte interesse da parte di Regione Piemonte, Provincia e Camera di Commercio di Cuneo, che puntano a creare a Mondovì un polo logistico intermodale appoggiandosi al porto di Savona-Vado. L’obiettivo è fare concorrenza fino ad invertire le rotte che oggi prevedono lo sbarco dei container a Rotterdam per arrivare in Italia via terra.

Il luogo è già stato individuato ed è l’area industriale dell’ex “Cobra”, sito industriale dismesso e acquistato nel 2007 da Valter Lannutti, il “re” piemontese dei trasporti con un’azienda da oltre mille camion con dodici sedi in tutta Europa. In pratica dal 2018 i container sbarcati a Vado potrebbero essere inviati a Mondovì via treno. Da lì, le merci poi partirebbero per le singole destinazioni. Ancora in treno se dirette verso l’Europa del nord oppure su gomma per tragitti più brevi. Inoltre il nuovo polo logistico, che dovrebbe occupare un’area di 150mila metri quadrati, ospitando l’ufficio dogana, potrebbe alleggerire il peso delle operazioni di controllo nel terminal di Vado. In pratica, le merci in arrivo a Vado potrebbero essere autorizzate a proseguire subito fino a Mondovì non sdoganate. In questo modo si velocizzerebbe lo smistamento dei carichi in arrivo via nave, rendendo più competitivo il porto stesso, grazie alla riduzione dei tempi di ormeggio. Uno dei motivi principali per cui un armatore sceglie il porto è infatti la velocità di carico e scarico, dato che, in parole povere, la nave ferma all’ormeggio non rende.

L’Autorità portuale di Savona, che già gestisce direttamente il nodo ferroviario merci tra Savona e Vado con mezzi propri e in partnership con Serfer e Trenitalia, sta rafforzando il sistema logistico con i quattro interporti del Piemonte (Rivalta Scrivia, Novara e, appunto, Mondovì e Orbassano). Già nei mesi scorsi il presidente Gian Luigi Miazza, in rappresentanza degli operatori e dei terminalisti, aveva firmato un accordo di collaborazione con i vertici dell’interporto “S.I.To” di Orbassano (ossia Gian Battista Quirico), facendo viaggiare già a dicembre il primo treno con 16 carri caricati con 24 container, sette dei quali refrigerati per il trasporto di frutta. Ad oggi, infatti, il 30% delle circa 500mila tonnellate di prodotti agricoli gestite dall’interporto di Orbassano provengono dal Reefer Terminal di Vado, ma viaggiando solo su gomma.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››