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Via libera al porto della Margonara

Savona - Conferenza dei servizi. Palazzo Sisto delega un avvocato e non dà l’ok al progetto. Sì di Regione Liguria, Authority di Savona e Comune di Albissola. Ora Gambardella può andare avanti.

Savona - Il progetto del porto turistico della Margonara molla gli ormeggi e può salpare. Ieri mattina la conferenza dei servizi, riunita negli uffici dell’Autorità portuale di Savona, ha deciso che l’idea proposta dall’imprenditore Giovanni Gambardella (nella foto) potrà diventare realtà dopo sedici anni di trattative serrate (anche se le prime ipotesi furono presentate addirittura il 28 febbraio 1990), sei versioni del progetto preliminare, la bocciatura improvvisa da parte della Regione, un lunghissimo contenzioso giudiziario e, infine, la sentenza del Consiglio di Stato che ha riaperto la partita. Non mancano le incognite, ma per Gambardella si tratta di una vittoria, dato che quasi tutti gli enti convocati (Comune di Albissola Marina, Regione, Autorità portuale e Capitaneria di porto) hanno espresso il parere favorevole alla prosecuzione dell’iter. L’unica voce contraria è arrivata dall’avvocato Daniele Granara, legale inviato dal Comune di Savona (che non ha messo in campo alcun esponente politico), il quale ha fatto mettere a verbale che per Savona il progetto rimane “improcedibile”. Non sono mancati i momenti di tensione quando Gambardella è intervenuto nella discussione chiedendo all’avvocato Granara di rispiegare le motivazioni della posizione di Palazzo Sisto evitando il linguaggio in “legalese”, ma Granara, voltando le spalle a Gambardella, si è rivolto direttamente verso il presidente della seduta (il segretario generale dell’Autorità portuale, Roberto Visintin) chiedendogli di ricordare all’imprenditore che non avrebbe avuto facoltà di intervenire.

All’uscita dalla riunione Gambardella non ha voluto commentare, anche se ha provocatoriamente rispolverato l’ipotesi di una sua candidatura alle prossime elezioni comunali: «Io mi candiderei e i savonesi mi voterebbero», ribadendo la sua visione di una città stanca di ostacoli a chi vuole creare sviluppo. Al di là delle tensioni, comunque, ora il timone dell’operazione è in mano proprio all’imprenditore. Incassato l’”ok” di ieri, toccherà a lui presentare il progetto definitivo, che dovrà essere esaminato nuovamente in conferenza dei servizi. Le normative prevedono 150 giorni di tempo per la convocazione del nuovo iter dalla presentazione del definitivo. Nel frattempo il presidente dell’Autorità portuale, Gian Luigi Miazza, “passerà il microfono” ai due Comuni, che elaboreranno le proprie richieste da portare sul tavolo per la seconda fase dell’iter. Prescrizioni ancora tutte da esaminare, delle quali dovrà tenere conto la versione definitiva del progetto. Lo scenario si profila in discesa per l’operazione. Salvo nuovi ricorsi.

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