SERVICES

«Via i container dalla Paita o adotteremo provvedimenti»

La Spezia - Guerra aperta tra il sindaco della Spezia, Federici, e l’Autorità portuale guidata da Forcieri. Il primo cittadino intima lo sgombero.

La Spezia - «Avere i container su Calata Paita è intollerabile. Ho chiesto con una lettera di rimuoverli. Se non dovessero giungere risposte si prenderanno in considerazione tutti quei provvedimenti necessari per giungere a quanto auspichiamo». È quello che dice Massimo Federici, sindaco della Spezia, sulla richiesta inviata all’Autorità portuale, e per conoscenza alla Capitaneria di porto di rimozione dei container dalla Calata Paita.

Sindaco perché questa richiesta?

«Il Piano regolatore portuale non ammette questa tipologia di utilizzo per l’area prospiciente il viale Italia. Non è più possibile tollerare questa situazione».

Che tipo di prodotti sono ammessi?

«Merci varie e rinfuse. Di certo capisco che si tratti di tipologie che hanno meno appeal sul mercato ma bisogna anche considerare che siamo due passi dal centro città. Non possiamo vedere quel muro alzato con i container. È una situazione che ha stufato tutti».

Perché il Prp prevede quelle merci?

«Sono previste in via transitoria in attesa che un giorno quella zona possa essere utilizzata dalla città. C’è poco da fare sono due cose bene diverse i container e le merci varie che hanno, ripeto un impatto meno forte».

Di che tipo di azioni parla quando ventila provvedimenti che potrebbero essere presi nel caso di mancata risposta oppure di risposta negativa?

«Semplice si tratta dei controlli e delle verifiche del caso per questo la lettera con la richiesta è stata inviata anche alla Capitaneria di porto della Spezia. Ribadisco non è più tollerabile che si alzino muri di quindici metri e oltre in una zona che costituisce la porta d'arrivo delle crociere. Muri che feriscono l'immagine della città e ne ledono le prospettive visive e paesaggistiche nel suo centro urbano».

Il primo bacino è stato oggetto anche di recente di un ordine del giorno votato dalla maggioranza che va in questa direzione?

«Sì. Si tratta di una ulteriore azione volta a riconfigurare un primo bacino portuale coerente con le vocazioni presenti e future dell'area in termini urbani, sociali e turistici. Occorre inquadrare il problema sotto questa ottica. Attività di stoccaggio come ceneri e cemento se hanno avuto iter autorizzativi rispettosi sono più coerenti con con la propensione futura. Ricordiamo poi che anche il cemento ha problemi di tolleranza ambientale altrettanto importanti come le ceneri. Il primo bacino è il più prossimo alla città e al centro: è il simbolo della città e del mare».