SERVICES

Nuove Autorità portuali, Delrio a caccia di super-tecnici / IL RETROSCENA

Genova - La riforma della governance portuale si avvia a essere licenziata dalla Conferenza Stato-Regioni senza sostanziali modifiche.

Genova - Sulle nomine dei nuovi presidenti delle Autorità di sistema, l’impostazione del ministro dei Trasporti Graziano Delrio sarebbe quella di tenere duro per circa quattro mesi, e poi produrre una lista di 15 papabili di alto tenore tecnico e modesta colorazione politica - a meno che non si realizzino i timori del centro-destra: ossia che il governo inserisca tra le modifiche costituzionali da sottoporre al referendum di autunno un bypass al parere delle Regioni in materia, tenendo quindi i porti commissariati fino a quando sarà funzionale al ministero, su modello delle ex Province.

Se tuttavia così non fosse, tra maggio e giugno Delrio, una volta intascata l’approvazione del decreto Madia, potrà aprire ufficialmente il capitolo nomine, assicurano due diverse fonti qualificate. La riforma della governance portuale infatti si avvia a essere licenziata dalla Conferenza Stato-Regioni senza sostanziali modifiche, al netto delle pressioni dei singoli enti locali, che stentano però a coagularsi su un fronte unico: la Liguria che preme per la nomina di Sandro Biasotti alla guida di Genova-Savona, la Campania contraria alle nozze tra Napoli e Salerno, la Sicilia che non vuole Messina con Gioia Tauro per timori di infiltrazioni della ’ndrangheta. La norma passerà al Consiglio di Stato, sezione consultiva sugli atti amministrativi: presidente l’ex ministro berlusconiano Franco Frattini, giudice relatore Gerardo Mastrandrea, ex capo dell’ufficio legislativo del ministero dei Trasporti, dopo la sostituzione a firma di Delrio con Elisa Grande. Palazzo Spada però sospenderà il giudizio fino all’approvazione definitiva del testo da parte del governo, previo passaggio in Parlamento, dove la norma sarà affidato ai relatori Pd Marco Filppi (Senato) e Mario Tullo (Camera), un livornese e un genovese ottimi conoscitori della materia portuale.

Le modifiche qui ci saranno, ma non toccheranno l’impianto della norma, che rimarrà concentrata sulle 15 Autorità di sistema: riguarderanno invece specifiche sui piani regolatori, l’inserimento del segretario generale nel comitato portuale, l’integrazione con i corridoi europei. Arco di tempo - ottimistico - quattro mesi. Poi le nomine: la sensazione è che i giochi potrebbero non essere diretti da Delrio, ma proprio dalla presidenza del Consiglio, con l’individuazione di 15 figure tecniche - da mettere alla guida delle Autorità di sistema.

Un modo per superare l’impasse con le Regioni, ma anche per consolidare quel modello di gestione centralizzata impostata nella riforma dal ministero della Pubblica amministrazione - e in fondo, sempre di Palazzo Chigi si tratta. Per il governo, il presidente ideale dovrebbe essere una professionalità alla Giuseppe Sala, manager conoscitore del settore privato (Pirelli, A2a) e del pubblico (segretario generale del Comune di Milano anche sotto il centrodestra, poi commissario di Expo) in cui non a caso il centrosinistra ha individuato l’uomo giusto da candidare per il dopo-Pisapia alle amministrative del capoluogo lombardo. Un tecnico politicamente orientato, ma non un politico di professione. Se veramente si farà fede a queste specifiche, non sarà facile trovarne una quindicina.