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«Con la riforma si avrà una regia nazionale per i porti italiani» / GALLERY

Genova - Lo ha detto Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la federazione delle agenzie marittime italiane al “Terzo forum Shipping & Intermodal Transport”.

Genova - «La novità principale della riforma della governance della portualità è l’accentramento delle scelte decisionali strategiche a livello nazionale». Lo ha detto Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti, la federazione delle agenzie marittime italiane al “Terzo forum Shipping & Intermodal Transport”, organizzato dal Secolo XIX/The MediTelegraph a Palazzo San Giorgio e dedicato proprio al futuro dei porti. «La concertazione fra pubblico e privato prima avveniva nei comitati portuali in cui pubblico e privato prendevano insieme le decisioni per i singoli porti e poi c’era il confronto con lo Stato che avveniva attraverso Assoporti, che si comportava quasi come associazione di categoria», ha osservato Duci .

«Oggi ci troviamo con un tavolo nazionale composto sostanzialmente dagli stessi soggetti che componevano Assoporti ma che è strutturale alle attività del ministero. Bisognerà capire quale sarà il suo ruolo e capire quale sarà il momento di confronto con il mondo dei privati». «La Corte dei Conti Europea, del resto, ci ha richiamati portando il caso del Nord Tirreno come esempio in cui a distanza di cinquanta chilometri si sono sviluppate quattro infrastrutture in concorrenza una con l’altra: Genova, Savona, La Spezia e Livorno, censurando una scelta che non è inserita dentro un piano strategico», ha sottolineato.

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