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PwC: «Con la riforma dei porti più spazio alla sicurezza» / SCARICA IL FILE

Genova - La riforma non è solo semplificazione nella governance dei porti.

Genova - La riforma non è solo semplificazione nella governance dei porti. Investimenti, ruolo degli operatori, meno procedure per le merci sdoganate in banchina e maggiori responsabilità in materia di sostenibilità energetica ed ambientale: sono questi, secondo uno studio PwC presentato in anteprima da Paolo Guglielminetti al terzo Forum “Shipping and Intermodal Transport” del Secolo XIX/The MediTelegraph , alcuni dei punti principali toccati dalla riforma del sistema portuale voluta dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Oggi, tra i dossier che maggiormente preoccupano le società operative nel settore italiano dello shipping, c’è proprio quello che riguarda i grandi investimenti. Secondo Pwc, le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) permetteranno, a differenza delle vecchie Authority, di centralizzare il coordinamento dei fondi potenziali per evitare la competizione tra scali vicini, ma soprattutto garantiranno una migliore organizzazione a livello nazionale attraverso l’istituzione della Conferenza nazionale di coordinamento delle AdSP, a Roma.

Una modalità, quest’ultima, che ha lasciato tra molti operatori più di un punto interrogativo. «Ci sono preoccupazioni, in parte già emerse dai rilievi del mondo associativo industriale e spedizinieristico, a proposito del contemporaneo svuotamento degli operatori dai Comitati portuali e sul ruolo centrale del Comitato di coordinamento dove si decideranno gli investimenti», spiega il presidente di Saimare, Bartolomeo Giachino. «Se non viene stabilita una qualche priorità strategica come è stato fatto per gli aeroporti nazionali – aggiunge l’ex sottosegretario ai Trasporti – il presidente del porto di Genova, che guiderà anche Savona, avrà un voto come quello di Taranto, giusto per fare un esempio. Mi auguro che il ministro Delrio, che ha più volte detto che Genova, con Savona, è il principale scalo d’Italia, lo confermi con una priorità strategica, visto che le banchine liguri sono le uniche che possono recuperare le merci dirette nel nostro Paese che attualmente scelgono i porti del Nord Europa».

Dal punto di vista della sostenibilità ambientale invece, evidenzia PwC, la riforma prevede anche una pianificazione portuale coerente con i criteri di sostenibilità energetica, attenzione alla riduzione di CO2 e uso di fonti rinnovabili. C’è di più: per quanto riguarda la cybersecurity, le imprese dello shipping dovranno dotarsi di strumenti informatici per garantire una protezione specialmente delle infrastrutture navali. Ma le nuove misure dovrebbero portare anche un miglioramento nella sicurezza del lavoro e più in generale un incremento dell’efficienza operativa in tutti quanti gli scali.

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