SERVICES

Signorini, primo giorno da presidente / VIDEO

Genova - Esordio a Palazzo San Giorgio per il futuro numero uno di Genova e Savona. «Un anno per la fusione, quattro per capire se siamo da Champions League».

Genova - Non è ancora il primo giorno di scuola, ma manca poco. Paolo Emilio Signorini entra per la prima volta a Palazzo San Giorgio da quasi presidente e l’ultima da segretario generale della Regione. Per completare la “trasformazione” serve ancora il passaggio alla commissione della Camera che potrebbe arrivare già domani, poi l’insediamento ufficiale nei primi dieci giorni di dicembre. Il quasi presidente comincia subito a mettere in fila le priorità. Tra queste, il meccanismo dei finanziamenti perché oltre alla riduzione del numero delle Authority, manca nella riforma un meccanismo per premiare gli scali di “serie A”: «Non vedo scelte di finanziamento legate alla valenza strategica» spiega Signorini che cita il piano aeroportuale. Lì il capoluogo ligure è stato penalizzato, ma quello che è stato perso con gli aerei si potrebbe compensare con le navi: se Genova e Savona sono il primo porto d’Italia, questo primato deve valere qualcosa, anche in termini di peso economico. La logistica «è macroregionale» continua il presidente designato che era nella cabina di regìa che i governatori di Piemonte, Lombardia e Liguria avevano creato con la benedizione del ministro dei Trasporti Delrio.

Da lì ripartire per fare «massa critica»: perché bisogna affrontare il «tema del gigantismo navale e la posizione di una sola Autorità di sistema, per quanto importante, non è la migliore per dialogare con i mega agglomerati dello shipping. La regìa nazionale serve per le grandi scelte». Un ulteriore scatto in avanti si potrebbe ancora fare anche con l’Europa che «ha 104 porti core: un numero così alto è un fattore di debolezza, per questo diversi studi dicono che sarebbe meglio averne 50». L’orizzonte temporale del non ancora presidente è quattro anni, «quando cioè capiremo se saremo in Champions League e ce la giocheremo con gli altri grandi porti europei». Gli step individuati a grandi linee, da Signorini sono due: il primo durerà un anno e sarà dedicato all’accorpamento con Savona: «Ci vorranno almeno dodici mesi per integrare al meglio le strutture dei due porti», spiega il successore di Pettorino. «L’operazione deve portare maggiore efficienza e fornire ulteriore competitività ai due scali». La partita più burocratica è la partenza che Signorini individua per poi concentrarsi sul ruolo da protagonista «che l’Authority dovrà ritagliarsi sul corridoio Genova-Rotterdam». Perché per giocare in Champions bisognerà vincere con i porti del Nord Europa. Con Rotterdam in particolare che ha puntato gli occhi sul mercato della Pianura Padana, quello tradizionale di Genova e Savona.

La terza partita è sul nome del prossimo segretario generale: «Il profilo di tutti i candidati che informalmente sono usciti in questi mesi, è ottimo. Ha ragione Toti - continua Signorini - La politica ha dato un’ottima prova in questa tornata di nomine portuali perché sono state scelte persone di grande esperienza tecnica e amministrativa, caratteristiche che servono per questi ruoli». I nomi sono sempre gli stessi: la soluzione interna dà Marco Sanguineri in vantaggio su Sandro Carena (e ieri il dirigente era in sala ad ascoltare il neo presidente). Rimangono in piedi le candidature di Massimo Provinciali - l’attuale numero due a Livorno - Luigi Cocchi e Lorenzo Cuocolo. Però ieri Signorini, al termine dell’intervento al forum, è uscito da Palazzo San Giorgio con Rino Canavese. L’ex numero uno di Savona ha sempre smentito di voler fare il segretario generale dell’Autorità di Sistema, ma i due parlavano fitto. Canavese potrebbe così entrare nel board, ma per questa partita siamo appena al fischio d’inizio.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››