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Grimaldi punta su Sardegna e Sud Italia / INTERVISTA

Genova - Nuovo terminal a Catania. Intanto il marebonus slitta di un anno al triennio 2017-2019.

Genova - Un’attenzione sempre maggiore per la Sardegna; lo sviluppo della linea Genova-Salerno, la prima di cabotaggio nazionale che non abbia coinvolto isole, e la creazione di collegamenti corrispondenti in Adriatico; la recente acquisizione di un nuovo terminal a Catania; la gestione dei fondi del marebonus, approvato dall’Ue, ma la cui assegnazione è slittata di un anno, dal triennio 2016-2018 a quello 2017-2019: sono queste le principali novità presentate al Fruit Logistica di Berlino da Eugenio Grimaldi, line manager per il Mediterraneo e, con il fratello Guido, direttore generale per lo short sea del gruppo Grimaldi di Napoli.

Per il gruppo, il trasporto di frutta e prodotti deperibili rappresenta circa il 20 per cento dell’attività. Questo settore è alla base della crescente importanza assunta dal mercato della Sardegna. «Quest’anno facciamo in maniera più importante il collegamento con la Sardegna, avendo aperto la linea da Livorno per Olbia, con due partenze al giorno da ognuno dei due porti, e la Savona-Porto Torres, con cinque partenze alla settimana, che abbiamo aperto da meno di un mese e che prosegue una volta alla settimana per Barcellona e per Valencia. Inoltre abbiamo Genova-Cagliari, Livorno-Cagliari, Salerno-Cagliari. La Sardegna è importante perché importa tanto ed esporta i carciofi in maniera consistente verso la Spagna e verso il continente».

Recente è anche l’apertura della linea fra Genova e Salerno. Eugenio Grimaldi sottolinea che si è trattato del primo collegamento di cabotaggio totalmente nazionale che non prevede isole e si sviluppa da Nord a Sud. Sono quasi 800 chilometri che i camion percorrerebbero via strada. Farlo con navi grandi che hanno spazio per oltre 250 unità rotabili permette economie di scala. Siamo fortemente motivati da multinazionali e grandi aziende e anche dal ministero, perché si traduce in una decongestione della nostra autostrada principale, la A1 Milano-Roma. Significa ridurre l’incidentalità e si calcola anche una riduzione delle emissioni fra il 40 e il 70 per cento, secondo quanto certificato dal Rina».
Cominciata da qualche mese, la linea è in pieno sviluppo, con cinque partenze settimanali da Genova e quattro da Salerno. «Genova-Salerno vuol dire recepire il bacino di traffico da Liguria, Lombardia e Piemonte e un po’ di Triveneto. E Salerno non è soltanto Campania, ma anche Puglia e Calabria. Sono due bacini che arrivano a 300-400 chilometri dal porto». Questo schema è stato messo in essere anche sul versante adriatico, con linee Venezia-Bari e Ravenna-Brindisi.

«Una scommessa del genere è possibile soltanto con un network particolarmente ampio. Oggi siamo in grado di poterlo presentare, dopo averci pensato per qualche anno, perché siamo arrivati a 120 collegamenti del gruppo in tutta Europa, abbiamo navi di qualità. Non sarebbe stato possibile per un operatore creare un servizio del genere soltanto con una o due navi dedicate soltanto a quel servizio. Invece dopo pochi mesi vediamo un trend di crescita importante».

Il gruppo investe anche in Sicilia. «Questo mese abbiamo confermato l’acquisizione del terminal di Catania, oltre 45 mila metri quadrati. Per tanti anni ci siamo mossi in un porto complesso e non molto sicuro, ma con qualità eccezionale del personale.. Abbiamo mosso un grande numero di semirimorchi ogni settimana. Aggiungere un terminal permetterà di migliorare i servizi in maniera esponenziale. Vuol dire sorveglianza, recinzione, spazio per lo sbarco e l’imbarco dei mezzi. Oltre a Palermo, avere un terminal a Catania è altrettanto importante». In Adriatico, il gruppo ha chiesto di gestire un terminal a Brindisi. «Lo chiediamo da tempo, penso- dice Grimaldi - che con la nuova Autorità di sistema portuale sarà più semplice interloquire».

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