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Genova-Savona, rabbia Cisl sulla gestione del porto unico

Genova - «La situazione è preoccupante - attacca Ettore Torzetti, segretario generale ligure della Fit Cisl - visto che dopo due mesi dalla nomina del presidente Paolo Emilio Signorini poco si è mosso».

Genova - La macchina potrebbe insabbiarsi ancor prima di partire. Perché i motori della nuova Autorità portuale che raggruppa al suo interno gli scali di Genova e Savona sono appena stati accesi, in attesa della nomina del board e del nuovo segretario generale. I timori, quelli sì, però ci sono: non solo tra gli operatori del porto.

«La situazione è preoccupante - attacca Ettore Torzetti, segretario generale ligure della Fit Cisl - visto che dopo due mesi dalla nomina del presidente Paolo Emilio Signorini poco si è mosso». I sindacati incontreranno, per la prima volta in via ufficiale, il nuovo numero uno di Palazzo San Giorgio il 1° marzo. «Abbiamo chiesto da tempo di essere ricevuti da Signorini, ma solo a distanza di settimane dalla nostra richiesta è arrivata una risposta. Meglio tardi che mai….», ironizza Torzetti. Fin da ora quella del mese prossimo si annuncia come una riunione di fuoco, visto che saranno più di uno i temi che i sindacati - sarà presente anche la Filt Cgil - metteranno sul tavolo. Pretendendo risposte. «Chiederemo notizie sul rinnovo delle concessioni in scadenza - dice il segretario della Fit Cisl - a partire dai terminal del porto di Genova, visti anche i grandi cambiamenti nelle partecipazioni delle società che gestiscono le banchine, per poi proseguire con la Darsena nautica della Foce. Ma uno degli argomenti che più ci sta a cuore è quello del lavoro, a partire dai dipendenti dell’Authority».

Oggi Palazzo San Giorgio conta più di 200 addetti, mentre nella vecchia Autorità portuale di Savona lavorano circa 60 persone. «Negli uffici c’è forte preoccupazione per quello che sarà il lavoro futuro. La fusione tra i due enti è appena iniziata ma già si registrano parecchi problemi, a partire dai sistemi operativi delle due realtà che sono incompatibili. Non è ancora stata fatta una pianta organica definitiva e qualcuno tra i dipendenti inizia a pensare che questa situazione di stallo possa proseguire a lungo», aggiunge Torzetti. Per il nuovo board dell’Authority sono stati fatti i nomi di Rino Canavese, Francesco Parola, Domenico Napoli e Marco Doria, anche se il sindaco di Genova potrebbe lasciare l’incarico ancora prima del via libera atteso dall’Anac. Al suo posto, tra i papabili, circola il nome di Mauro Vianello, presidente della cooperativa Santa Barbara. Ma i sindacati chiederanno a Signorini come avrà intenzione di affrontare anche il dossier che riguarda il lavoro in banchina, che ha Genova significa trovare una soluzione ai problemi - soprattutto di bilancio - che riguardano i camalli della Culmv e la Compagnia Pietro Chiesa.

«Chiederemo inoltre risposte sulla privatizzazione dell’aeroporto di Genova e delle vasche di carenaggio gestite dalla società Ente bacini - sottolinea il segretario della Fit Cisl - visto che sono operazioni sulle quali è necessario fare chiarezza. Credo che si potrebbe evitare di cedere queste strutture a soggetti privati, trovando comunque soluzioni alternative per il futuro».

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