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Nord Ovest, la sfida riparte da Genova

Genova - Il futuro del Nord Ovest passa anche da un “corridoio” cruciale per i traffici portuali e la logistica e dalla profondità dei fondali dei porti che solo Genova e Savona possono assicurare, in Europa, alle navi da 18-19 mila teu

Genova - Il futuro del Nord Ovest passa anche da un “corridoio” cruciale per i traffici portuali e la logistica e dalla profondità dei fondali dei porti che solo Genova e Savona possono assicurare, in Europa, alle navi da 18-19 mila teu. La giornata conclusiva del tour attraverso il Nord Ovest, celebrata ieri a Torino, nella Reggia di Venaria, dopo un lungo viaggio in 15 tappe che ha consentito al Secolo XIX e alla Stampa di raccontare le prospettive economiche e le opportunità che potranno giocarsi nei prossimi anni Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta, ha regalato una notizia importante.

Il prossimo 22 maggio, a Genova, sarà ribadita dalle Regioni Liguria, Piemonte e Lombardia l’intesa che ha preso forma lo scorso 5 aprile a Novara, siglata insieme al ministero delle Infrastrutture. Il protocollo sancisce la promozione della macroarea logistica del Nord- Ovest italiano lungo gli assi multimodali europei di interconnessione Est-Ovest (Corridoio mediterraneo) e Nord-Sud (Corridoio Reno–Alpi e Scandinavo-Mediterraneo) e con lo sbocco al mare mediante la portualità ligure e i porti fluviali di Cremona e Mantova. La notizia (anticipata dal Secolo XIX-the MediTelegraph lo scorso 30 marzo, ndr)è stata annunciata dal governatore della Liguria, Giovanni Toti, nel corso del dibattito con i colleghi del Piemonte, Sergio Chiamparino, e della Valle D’Aosta, Pierluigi Marquis. «Occorre battere la concorrenza - ha detto Toti - e dobbiamo fare presto per evitare che Rotterdam e Anversa possano soffiarci un’opportunità assolutamente strategica per il Nord Ovest».

La necessità è condivisa, così come l’intenzione, di considerare nella macro regione del Nord Ovest anche la Lombardia, come hanno sottolineato sia Toti sia Chiamparino ieri sera. «Ma la prima cosa - ha osservato lo stesso Chiamparino - è l’integrazione della Liguria. Soprattutto per gli ambiti portuali». Concetto subito agganciato dal governatore ligure, che oltre ad annunciare l’importante appuntamento genovese del 22 maggio prossimo, ha sottolineato che «se funziona l’accordo tra le regioni del Nord Ovest su questo corridoio strategico, funziona l’Italia.

L’asse Lione-Kiev e quello tra Genova e Rotterdam rappresentano la scommessa più importante per la logistica del futuro, capace di far attraccare nei porti liguri di Genova e Savona in particolare le portacontainer più grandi». Toti ha sottolineato in questo caso anche la crucialità di un’altra opera, il Terzo valico, ma con un distinguo: «Più che di alta velocità, in questo caso, dobbiamo puntare sul l’alta capacità, per la dimensione dei traffici che ci attendiamo. Ma dobbiamo stare attenti ai buchi nei monti. I valichi sono un motore di sviluppo se intorno c’è un sistema che funziona e che fa rete. Il sistema integrato può portare merci, intelligenze, imprese».

E tutto questo può avvenire anche grazie a una caratteristica unica, che possono vantare solo i bacini di Genova e di Savona: la profondità dei fondali di questi due porti può diventare la carta vincente capace di garantire lo sviluppo dei traffici, della logistica e dell’economia più in generale a beneficio di tutto il comparto del Nord Ovest. Una caratteristica messa in risalto dall’analisi di Mario Deaglio, nel corso dell’evento torinese di ieri (e di cui troverete un approfondimento nell’interno sul futuro del Nord Ovest allegato al giornale) che diventa fondamentale non solo per gli orizzonti della Liguria, ma di tutta la macrocregione.

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