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Lavoro in porto, vertice a Palazzo San Giorgio con camalli e sindacati

Genova - Il presidente Signorini: «In futuro non escludo una fusione fra le tre compagnie. Il bilancio 2016 della Culmv? Credo che i terminalisti metteranno sul tavolo 1,3 milioni di euro».

Genova - Un primo tavolo per affrontare il dossier del lavoro in porto si è tenuto oggi a Palazzo San Giorgio, sede dell’Autority che comprende i porti di Genova e Savona. Presenti al vertice il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Emilio Signorini, i consoli Antonio Benvenuti (Culmv), Tirreno Bianchi (Pietro Chiesa) e Alberto Panigo (Pippo Rebagliati), oltre ai sindacalisti Enrico Ascheri (Filt Cgil), Ettore Torzetti (Fit Cisl) e Roberto Gulli (Uil Trasporti). Al termine dell’incontro, il presidente Signorini ha spiegato che «sono state gettate le basi per affrontare tutti i problemi che riguardano il lavoro in banchina e mettere in pratica un modello che possa soddisfare le esigenze di terminalisti e lavoratori».

«In futuro non escludo una fusione fra le tre compagnie», ha aggiunto il numero uno dei porti di Genova e Savona, anche se i consoli di Culmv e Rebagliati hanno sottolineato che per il momento si discute solamente di «integrazione». «In attesa di capire quello che verrà detto a Roma il 9 maggio al tavolo nazionale che tratterà il lavoro in banchina - hanno dichiarato i tre sindacalisti presenti - era importante muoverci in anticipo per avviare una discussione che tocca i porti di Genova e Savona e che sarà portata avanti anche nelle prossime settimane». Sul fronte invece della chiusura del bilancio 2016 che riguarda la Culmv, Signorini ha detto che per consentire alla Compagnia Unica di mettere a posto i conti dello scorso anno, i terminalisti genovesi «molto probabilmente metteranno sul tavolo 1,3 milioni di euro».

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