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«Assoporti deve adeguarsi alla riforma Delrio» / IL COLLOQUIO

Genova - D’Agostino nominato presidente: «Un riconoscimento al lavoro fatto in Adriatico negli ultimi due anni». Il genovese Mariani segretario generale.

Genova - Assoporti si prepara a studiare il modello Trieste. A copiarlo nei minimi particolari, fino all’ultimo dettaglio. «La mia nomina è un riconoscimento al lavoro fatto in Adriatico negli ultimi due anni, ai successi ottenuti». Le parole sono quelle di Zeno D’Agostino, numero uno dell’Authority giuliana e da ieri pomeriggio, come anticipato dal Secolo XIX/The MediTelegraph, eletto anche alla guida dell’associazione che rappresenta i porti italiani. «Nessuno si è opposto, i presidenti riuniti a Roma sono stati tutti quanti d’accordo sul mio nome, e chi non era presente ha detto sì per delega», aggiunge. D’Agostino taglia invece corto sulla frattura con il presidente dei porti di Catania e Augusta, Andrea Annunziata. «Lo chiamerò nelle prossime ore, è stato l’unico a non appoggiare la mia candidatura ma non c’è nessun rancore. Le cose si risolveranno presto», rassicura il nuovo numero uno di Assoporti. Al fianco di D’Agostino, come segretario generale, è stato nominato il genovese Franco Mariani, per anni alla guida dell’Autorità portuale del Levante. «Si tratta di una decisione temporanea - sottolinea il numero uno dell’Authority di Trieste - anche se ci sono buone possibilità che nei prossimi mesi Mariani venga confermato».

Chi invece esce dall’associazione è Pasqualino Monti, che dalla scorsa estate ha guidato Assoporti pur senza essere alla guida di uno scalo italiano. Dopo avere lasciato Civitavecchia potrebbe adesso approdare a Palermo, ma proprio nelle ultime ore, secondo fonti vicine al dossier, ai vertici dell’Authority potrebbe essere nominato un avvocato vicino agli ambienti della Regione Sicilia. «Non parlo di quello che trovo - ha sottolineato D’Agostino - perchè adesso voglio concentrami sul futuro dell’associazione. Lavorerò da subito per ridefinire il ruolo di Assoporti alla luce della riforma voluta da Delrio e rendere questa realtà fondamentale e centrale anche a livello europeo». «Siamo già d’accordo sul fatto che occorra mettere mano per adeguare il ruolo di Assoporti - ha aggiunto - senza dimenticare il tema principale che è il tavolo istituzionale dei presidenti con il ministro dei Trasporti, che garantisce un rapporto diretto con il titolare del dicastero».

Sulla nomina di D’Agostino alla guida di Assoporti si è espressa, ieri, la governatrice della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, spiegando che «visione, determinazione e dialogo sono i punti di forza di D’Agostino, qualità che saranno messe a disposizione dell’associazione dei porti italiani: sono capacità già sperimentate con successo a Trieste e in Friuli». «Sono convinta che la necessità di rendere fluido ed efficace il rapporto dei sistemi portuali con le istituzioni - ha continuato - troverà in D’Agostino un interprete più che adeguato. Anche l’esigenza di esprimere unitariamente le priorità degli scali e dei sistemi logistici che ad essi fanno capo sarà uno dei compiti primari con cui il nuovo presidente dovrà confrontarsi, imprimendo dinamismo e incisività propulsiva ad Assoporti». Per Serracchiani «l’equilibrio di D’Agostino contribuirà a fargli rispettare questo compito importante, lavorando per la portualità italiana e rappresentando al contempo un valore aggiunto per Trieste e Monfalcone». Il nuovo presidente guiderà l’associazione per i prossimi due anni. Ma ci sono già alcuni strappi da ricucire al più presto, per evitare colpi di scena.

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