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Cosulich: «Il porto di Vado? Infastidisce solo i genovesi» / INTERVISTA

Genova - «Traffico da prendere ce n’è sempre». Augusto Cosulich, il primo cliente del porto di Genova, non a caso si trova ad Izmir, in Turchia.

Genova - «Traffico da prendere ce n’è sempre». Augusto Cosulich, il primo cliente del porto di Genova, non a caso si trova ad Izmir, in Turchia. «Sa di cosa ho parlato con Arkas? Del terminal di Vado: sono fortemente interessati anche loro: parliamo di 250-300 mila contenitori». Ecco da dove parte l’agente marittimo genovese per difendere l’opera di Savona: «Ho letto degli attacchi al terminal. Vuole sapere chi porterà le navi? Maersk e Cosco ovviamente. Poi ci sono molti armatori interessati: i turchi di Arkas ad esempio, se l’Iran dovesse aumentare il traffico grazie alla maggiore stabilità in seguito alle elezioni, si potrebbe pensare anche a loro».

Cosulich è convinto che Vado Ligure funzionerà: «Anche perché dobbiamo recuperare i 600 mila teu che ora preferiscono il Nord Europa a Genova. E proprio su quel mercato stiamo preparando un piano di connessioni adeguate: Vado non sarà isolata, ma anzi sarà estremamente competitiva». Però sul tavolo c’è anche il tema dell’overcapacity: troppa offerta nei porti e poca merce che viaggia: «Ma non è vero - dice Cosulich - Mi viene in mente quello slogan pubblicitario “Ti piace vincere facile?”. È un discorso che i terminalisti tirano fuori perché non vogliono competitor a rompere le scatole. Il traffico bisogna andare a prenderselo e non limitarsi alle lamentele. E poi quest’anno c’è già e continuerà il boom dell’export: l’import tiene e sono tutti numeri positivi in termini di volumi. Io sono ottimista sui terminal di Genova che lavorano bene:Spinelli è uno di questi». Per Cosulich forse è l’unico perché «per il resto c’è grande incertezza: il momento è fluido, ci sono rapporti da definire tra soci e proprietà che cambiano o stanno per farlo. Non so come andrà a finire: si tratta di cambiamenti epocali». In questo quadro di «incertezza» Vado diventa, secondo Cosulich, un punto fermo che però «dà fastidio ai genovesi che amano, appunto, vincere facile. Hanno paura della concorrenza. E poi quello di Vado è un gruppo indipendente, mentre a Genova, come si è sempre detto, c’è aria di monopolio sui contenitori. In parte è vero».

Il mirino è su Sampierdarena, dove Msc si sta allargando a macchia d’olio: «Il rischio c’è con questa serie di operazioni, ma l’importante è che Msc porti traffico, non che diventi operatore unico». L’altro problema sono i fondi: «A me dà fastidio l’ingresso dei fondi: quando un fondo ha la maggioranza, penso sempre ad una funzione di speculazione. Spinelli invece ha fatto un’operazione intelligente, imbarcando in minoranza i nuovi soci. Quando i fondi hanno la maggioranza io, come cliente, non sono tranquillo». Cosulich, intanto, da uomo dei cinesi, dei turchi e degli iraniani, si appresta a diventare anche il punto di riferimento anche degli ucraini: «Abbiamo formato una nuova joint venture con Metinvest, gruppo attivo nel ramo siderurgia - spiega - Li rappresenteremo in Italia: c’è molto traffico che potrebbe arrivare anche a Genova».

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