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Genova, bosco o una spiaggia a Ponte Parodi

Genova - Una pineta a due passi dall’acqua e dal centro città,oppure una spiaggia con vista sui Magazzini del Cotone, o un prato che potrebbe trasformarsi in palestra a cielo aperto o in platea per uno spettacolo en plein air

Genova - Una pineta a due passi dall’acqua e dal centro città, oppure una spiaggia con vista sui Magazzini del Cotone, o un prato che potrebbe trasformarsi in palestra a cielo aperto o in platea per uno spettacolo en plein air. Sono solo alcune idee, suggestive e per nulla faraoniche, per trasformare - anche solo temporaneamente - una zona vuota e inaccessibile per i genovesi come è Ponte Parodi, in uno spazio urbano gradevole e fruibile da tutti. In attesa che - forse - un giorno si realizzi il mega-progetto di trasformazione definitiva di Ponte Parodi che ha già alle sue spalle una gestazione ultradecennale.


SEI GIORNI DI LAVORO

Le cartoline dal futuro, con i saluti dal Ponte Parodi che hanno provato a immaginare e disegnare, sono il frutto del lavoro e della creatività dei partecipanti al seminario di sei giorni, “Evento Bastimento”, che si è concluso mercoledì sera a Genova, promosso da Condiviso, U-Boot, Zone Portuaires.

Una ventina fra architetti, progettisti, studenti e dottorandi di Architettura e dell’Accademia di Belle arti provenienti da diverse città italiane (Genova inclusa) e straniere, guidati dagli architetti Patrizia Di Monte e Ignacio Gravalos, hanno esplorato e studiato gli spazi della vecchia Darsena e immaginato alcuni progetti di rigenerazione urbana temporanea per la porzione più a est di Ponte Parodi. «Abbiamo scelto quest’area, che ha una superficie di circa 5-6 mila metri quadri, perché è già libera e, quindi, non ci sono attività da spostare» spiega Stefania Toro, architetto e una delle coordinatrici dell’iniziativa, assieme a Maria Cristina Turco, Maria Pina Usai e Francesca Busellato.

L’area individuata ha anche una valenza strategica, perché «si trova sulla linea di via Prè e della Commenda. La prima richiesta che facciamo quindi - spiega Toro - è quella di spostare il varco della dogana in modo da rendere accessibile l’area che adesso, invece, è recintata e dove si può entrare solo se autorizzati».

La liberazione dai recinti dovrebbe essere il primo passo verso la riqualificazione che trasformerebbe quello in uno spazio urbano. «La nostra iniziativa non ha alcun intento polemico - sottolinea Torre - In altri Paesi e anche in altre città italiane sono già stati realizzati progetti di rigenerazione urbana temporanea. Noi sappiamo che l’operazione per la riqualificazione definitiva di Ponte Parodi è molto complessa ma, nell’attesa, pensiamo che si possano realizzare in tempi brevi progetti a basso costo per riqualificare temporaneamente una parte almeno di quello spazio. Per le soluzioni più semplici che abbiamo immaginato potrebbero bastare anche 50-100 mila euro, risorse che non sarebbe difficile trovare».


DIBATTITO AL MUMA

La proposta meno costosa è quella che prevede di trasformare quello spazio in una spiaggia, mentre il progetto più complesso e che richiederebbe anche tempi un po’ più lunghi, è quello del bosco. Anche se, vista la lentezza con la quale sono avanzate finora le opere preliminari per il mega-progetto di Ponte Parodi, probabilmente ci sarebbe anche il tempo di far crescere i pini marittimi.

Per ora il seme delle idee, volutamente anche un po’ provocatorie, è stato seminato e si spera che qualcuno lo raccolga. Oggi di questi lavori e anche di altre esperienze di riqualificazione urbana temporanea si discuterà nel corso di una tavola rotonda che inizierà alle 14.30 nell’auditorium del Galata Museo del Mare. Sono previsti gli interventi di esperti e, alle 17, anche di rappresentanti di enti e istituzioni locali: Comune, Regione, Porto Antico spa, Palazzo Reale. Museo del Mare.

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