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Genova, sul terminal Rinfuse nessuna intesa tra Culmv e Pietro Chiesa

Genova - Lavoro in porto. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro convocato questa mattina a Palazzo San Giorgio dal presidente Signorini. Cassa integrazione per i carbuné.

Genova - L’incontro convocato questa mattina a Palazzo San Giorgio per trovare una soluzione al lavoro al terminal Rinfuse di Genova si è concluso con un nulla di fatto. Tra la compagnia Pietro Chiesa e la Culmv non è stata infatti trovata alcuna intesa, tanto che per carbuné è stata immediatamente attivata la richiesta di cassa integrazione per tutti i circa trenta portuali. Nel terminal Rinfuse opera da sempre la Compagnia Pietro Chiesa i cui lavoratori sono inquadrati come articolo 16 (impresa portuale). I carbuné vogliono dall’Authority il permesso per lavorare anche sui traghetti, vista l’assenza di rinfuse. La mossa non piace però alla Compagnia Unica che come articolo 17 (prestatore esclusivo di manodopera) ha la gestione dei contenitori e delle altre tipologie di merce - rinfuse escluse - che arrivano nel porto di Genova. La mediazione del presidente dei porti di Genova e Savona, Paolo Emilio Signorini, non ha fino ad ora avuto alcun effetto.

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