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Rinfuse, a Genova doppia opzione sul tavolo dell’Authority

Genova - Distacco dei “carbuné” o lavoro deroga: oggi il summit. Il presidente Signorini cerca una non facile mediazione.

Genova - Secondo i più ottimisti l’incontro di oggi terminerà con una stretta di mano tra i portuali della Culmv e la compagnia Pietro Chiesa. Per altri, invece, dal summit fissato a Palazzo San Giorgio potrebbe nascere una nuova fase di tensione in banchina, capace addirittura di mettere in discussione quella pace sociale che da anni regna sui moli del porto di Genova. Il nodo è quello relativo al lavoro al terminal Rinfuse, dove nelle prossime settimane il gruppo Spinelli - dopo il via libera da parte del board dell’Authority dato ormai per scontato- porterà in banchina container e trailer grazie all’arrivo di traghetti ro-ro. Nel terminal opera da sempre la Compagnia Pietro Chiesa i cui lavoratori sono inquadrati come articolo 16 (impresa portuale). I carbuné vogliono dall’Authority il permesso per lavorare anche sui traghetti, vista l’assenza di rinfuse e il rischio della cassa integrazione. La mossa non piace però alla Compagnia Unica che come articolo 17 (prestatore esclusivo di manodopera) ha la gestione dei contenitori e delle altre tipologie di merce - rinfuse escluse - che arrivano nel porto di Genova.

Secondo fonti vicine al dossier, ci sono due strade che in queste ore Palazzo San Giorgio starebbe pensando di intraprendere per risolvere il dossier . La prima prevederebbe la concessione di un permesso temporaneo tale da consentire ai carbuné di uscire dal perimetro delle rinfuse. La seconda strada invece, vedrebbe uno “smembramento” della Pietro Chiesa con una dozzina di lavoratori su un totale di poco più di trenta che verrebbero distaccati presso la Culmv e altrettanti direttamente alla società che gestisce il terminal. La prima ipotesi parrebbe quella più gradita al console Tirreno Bianchi e buona parte dei vertici di Palazzo San Giorgio, mentre la seconda piace di più alla Culmv, anche in vista di una possibile entrata dei lavoratori della Pietro Chiesa tra le fila dei più numerosi cugini della Compagnia Unica. Al vertice di oggi non sono stati invitati i sindacati. «Vigileremo sul rispetto delle regole. E faremo di tutto per garantire l’occupazione», dice Roberto Gulli, segretario generale Uiltrasporti Liguria. «Affidare alcuni portuali della Pietro Chiesa alla Culmv potrebbe essere la scelta migliore», aggiunge.

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