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Costa: «Investiamo sulle rinfuse liquide» / INTERVISTA

Genova - La ripresa dell’industria alimentare traina i traffici di olii vegetali. L’ad di Saar: «Aumenteremo del 25-30% la capacità di stoccaggio del nostro terminal nel porto di Genova».

Genova - L’imprenditore Giuseppe Costa dice che quello delle rinfuse liquide di olii vegetali è un business che «non fa scena». Sarà forse per questo che lo stato di salute del porto di Genova viene spesso misurato seguendo solo l’andamento di contenitori e passeggeri. Eppure, Saar Depositi Portuali, storico operatore dello scalo ligure, con i suoi 100 mila metri cubi di serbatoi rappresenta il terminal più grande nel Mediterraneo (insieme a al polo di Ravenna) per questa tipologia di traffici: soprattutto olio di girasole, cocco, arachidi e palma. Il terminal sta attraversando una fase di crescita, trainato dalla ripresa dell’industria alimentare, comparto che a livello nazionale vale oltre 130 miliardi di euro. I dati Istat dello scorso luglio hanno registrato un incremento prossimo al 7% rispetto a luglio 2016. Va in direzione giusta anche il dato sulla spesa alimentare degli italiani, che nel primo semestre del 2017 ha fatto registrare l’aumento più elevato degli ultimi dieci anni con un balzo record del 2,5% . «Il nostro fatturato – spiega Costa, ad di Saar Depositi Portuali - è quadruplicato dai quattro milioni di euro del 1996 agli attuali dodici milioni del 2017. Anche la forza lavoro è raddoppiata: da 26 dipendenti ai 46 di oggi».

Quali sono i piani di sviluppo che riguardano il terminal per i prossimi anni?

«Ci stiamo muovendo per incrementare il volume dei traffici. Gli spazi ci sono, per questo motivo abbiamo già in programma di costruire nuovi serbatoi che consentiranno un incremento della capacità di stoccaggio del 25-30%, ovvero 20 mila metri cubi di rinfuse liquide. Abbiamo anche previsto un ammodernamento degli impianti attualmente in funzione. Siamo un’azienda privata al 100%, saranno tutte iniziative che faremo con le nostre forze, senza alcun sostegno esterno».

Cioccolato, biscotti, più in generale l’intero comparto alimentare. Chi sono i vostri clienti?

«I prodotti che via nave arrivano a Genova provengono soprattutto dall’Asia. Una volta che gli olii vegetali giungono in banchina ci occupiamo dello sbarco e della distribuzione. Ma tra i nostri compiti rientrano anche la lavorazione e la filtrazione. Serviamo la maggior parte delle aziende alimentari del Nord-Ovest ma anche industrie del Centro-Sud».

Il traffico di rinfuse liquide è destinato a crescere ancora nel porto di Genova?

«Negli ultimi mesi il mercato ha dato segnali molto positivi. I consumi, anche quelli alimentari, sono in crescita e il nostro Paese sta attraversando una fase, seppur timida, di ripresa economica dopo anni di crisi. Crediamo che oltre ai contenitori, nel porto di Genova possa ancora esserci spazio per una realtà come la nostra che movimenta esclusivamente rinfuse. Siamo l’unico terminalista proprietario dei propri spazi in porto, anche questo è un nostro punto di forza».

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