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Gli spedizionieri svizzeri: «Il Northern Range meglio dell’Italia» / INTERVISTA

Genova - Pesano scarsa frequenza dei servizi marittimi, mancanza di treni diretti e costi eccessivi.

Genova - Gli spedizionieri svizzeri, riuniti in Spedlogswiss, potrebbero essere clienti dei porti italiani, ma guardano ancora con maggiore interesse al Northern Range. I motivi sono spiegati da Tom Odermatt, direttore dell’Ufficio spedizioni e dogane dell’associazione.

Quanti dipendenti hanno le 330 aziende di Spedlogswiss, associazione degli spedizionieri elvetici?
«Stimiamo - risponde Odermatt - tra 25 e 30 mila dipendenti. Il numero dei dipendenti è legato alla situazione economica. La Svizzera dipende dal commercio con l’estero. La nostra industria opera con margini molto bassi. Pertanto, il numero di dipendenti varia molto poco. Attualmente registriamo una crescita dei volumi trasportati e movimentati».

Quali sono i porti italiani più utilizzati dagli operatori svizzeri? Avete dati statistici?
«Principalmente i porti liguri di Genova e La Spezia. Trieste e Venezia non sono importanti per motivi geografici e di collegamenti ferroviari».
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