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«Non solo trasporti: la Cina è un esempio di innovazione» / INTERVISTA

Genova - Fuochi: «Ottima notizia la partenza del primo treno merci dall’Italia».

Genova - Quali sono oggi i dati principali dell’interscambio dell’Italia con il Far East? «Nei primi dieci mesi del 2016 - spiega Riccardo Fuochi, vicepresidente di International Propeller clubs Italy - il dato complessivo dell’interscambio tra Italia e Cina, secondo i dati Eurostat, è stato pari a 38,3 miliardi di euro. Il deficit commerciale italiano si è ridotto del 9% rispetto al 2015, attestandosi a 16,2 miliardi di euro. Le nostre esportazioni per la prima volta hanno superato gli 11 miliardi di euro mentre le importazione hanno raggiunto un valore pari a 27,2 miliardi.
La Cina da anni sta sperimentando una crescita significativa. Nel decennio trascorso dall’ingresso nell’Omc (dicembre 2001) la Cina è balzata dall’ottavo al secondo posto tra le economie del mondo (in termini di potere d’acquisto è già prima) e potrebbe superare gli Stati Uniti entro 15 anni (nello stesso periodo il Pil combinato dei Bric avrà superato quello dei G7). I governi di Italia e Cina dispongono oggi di un’agenda focalizzata su forti priorità dei due sistemi economici. Le tecnologie verdi, l’agroalimentare, l’urbanizzazione sostenibile, i servizi sanitari, le infrastrutture e l’aerospaziale sono campi su cui Italia e Cina possono investire con la consapevolezza di una perfetta complementarità tra le capacità tecnologiche e industriali italiane in questi settori e le necessità dello straordinario sviluppo cinese. Un esempio di questo è il grande progetto Obor».

Oggi quest’area è importante per il nostro paese come lo era dieci anni fa?

«Molto di più. Oggi la Cina non è solo la Fabbrica del Mondo ma il più grande mercato mondiale di consumatori. Mi piace citare ad esempio il caso dell’e-commerce. Oggi la Cina è diventata fonte di ispirazione primaria per il business in quanto è uno dei maggiori attori dell’innovazione tecnologica mondiale. Il gigante asiatico, passando dal ruolo di “Displacer” a quello “Disruptive”, ha visto i propri abitanti acquistare on line oltre 4 volte i volumi che acquistano gli europei (il totale 2016 parla di 467 milioni di shoppers on line, mentre le previsioni 2020 addirittura di 750 milioni), grazie anche al massiccio utilizzo degli smart device».

I nuovi servizi ferroviari per la Cina rappresentano un’alternativa valida al trasporto marittimo?

«Sono fondamentali. Tutt’Europa si sta muovendo in questo senso. E mi fa piacere citare con orgoglio italiano la partenza del primo treno merci diretto Italia-Cina dal terminal ferroviario del Polo logistico integrato di Mortara, in provincia di Pavia, avvenuta il 28 novembre e che affronterà un viaggio lungo 10.800 chilometri e 18 giorni. Il treno arriverà a metà dicembre a Chengdu, capoluogo del Sichuan, con una ventina di container di prodotti made in Italy: in particolare per questo primo viaggio il trasporto comprende macchinari, mobili, prodotti in metallo, piastrelle e componenti per automobili. A dicembre ci sarà l’inaugurazione del collegamento in senso inverso, dalla Cina all’Italia. Poi da gennaio la “nuova via della seta” entrerà a regime con due coppie di treni settimanali, destinati in prospettiva a diventare tre, se ci sarà domanda».

Pensa che gli investimenti che la Cina sta compiendo per la Nuova via della seta rappresentino una svolta epocale dal punto di vista dei traffici o c’è il rischio che si tratti di un’operazione di marketing commerciale e politico?

«È una grande e reale opportunità. Con il Summit 2017 di settembre ad Hong Kong si è parlato di fatti e non solo progetti. Finalmente da un’informazione di carattere generale si è passati a presentare azioni concrete in tutti i settori, industria, logistica, commercio. turismo, professionale, information technology, comunicazione, con la possibilità di entrare in contatto con potenziali finanziatori. La maggior parte dei progetti è dislocata nei Paesi dell’Asean, Pakistan, Bangladesh, ma anche in Paesi distanti dall’area geografica della Belt&Road. Alcuni esempi concreti frutto di Obor sono l’ampliamento del porto di Gwadar in Pakistan; la linea ferroviaria Giacarta-Bandung; le centrali elettriche in Pakistan (Karot) e Indonesia; il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra Europa e Cina, che andranno a ampliare le tratte già operative: Lodz-Chengdu, Duisburg-Chongqing, Madrid-Yiwu e Londra-Yiwu».

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