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Logistica, Zone speciali anche in Nord Italia

Genova - Ma restano le tensioni fra i porti meridionali e quelli settentrionali sulle strategie del governo.

Genova - Il coordinamento a livello nazionale dello sviluppo logistico dell’Italia, obiettivo chiave della riforma dei porti voluta dal ministro delle Infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, ha ancora alcuni meccanismi da mettere a punto.
La Conferenza nazionale di coordinamento delle Autorità di sistema portuale, organismo deputato a elaborare una politica congiunta, è operativo dallo scorso 20 luglio 2017, quando si riunì la prima volta, ma le incomprensioni fra porti differenti su provvedimenti specifici che coinvolgono anche il governo non mancano. Ne è un esempio l’attacco che il presidente dell’Authority del mare Adriatico meridionale, Ugo Patroni Griffi, ha recentemente portato all’emendamento della Legge di bilancio 2018 che introduce le Zone logistiche semplificate per i porti dell’Italia settentrionale.

Un attacco a cui ha risposto la relatrice dell’emendamento alla Camera, Roberta Oliaro, sottolineando che le Zls del Nord non sono in concorrenza con le Zes (Zone economiche speciali) dei porti del Sud. Ma l’episodio rimane significativo, il segnale della necessità che si trovino strategie comuni all’interno della Conferenza presieduta da Ivano Russo.
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