SERVICES

Board portuali, Nogarin: «Sarà battaglia»

Genova - La contromossa è pronta: «Impugneremo la norma e la porteremo alla Corte costituzionale». Filippo Nogarin, sindaco pentastellato di Livorno, ha non ha fatto in tempo a vincere una battaglia di carte bollate che subito è costretto ad iniziarne un’altra

Genova - La contromossa è pronta: «Impugneremo la norma e la porteremo alla Corte costituzionale».

Filippo Nogarin, sindaco pentastellato di Livorno, ha non ha fatto in tempo a vincere una battaglia di carte bollate che subito è costretto ad iniziarne un’altra. Lui che ha scritto al Tar per farsi ammettere definitivamente nel board del porto toscano guidato da Stefano Corsini.

Nemmeno il tempo di gioire che il governo con il correttivo porti approvati alla fine della legislatura, ha deciso di far decadere la politica (sindaci, governatori e persino consiglieri municipali) dai comitati di gestione delle Authority: «La mia istanza è stata accolta - spiega Nogarin - prima della correzione, i giudici hanno sancito il diritto sacrosanto di un sindaco di diventare membro del board di un porto».

Ma quella sentenza è ora superata: «Organizzeremo un nuovo incontro con i colleghi delle altre città e poi provvederemo ad impugnare per anticostituzionalità la nuova norma del Correttivo porti».

Nogarin infatti combatte questa battaglia con il profilo nazionale di presidente della commissione “città portuali” dell’Anci, l’associazione che raduna i comuni italiani. «Prima ci riuniamo e poi partiamo: ma tutti i sindaci erano contrari già alla prima stesura della legge». Per Nogarin, la nuova mossa del ministro dei trasporti Graziano Delrio «è un autentico colpo di mano: non si possono escludere le città dalle strategie dei porti che sono sul loro territorio». La partita per il sindaco di Livorno è anche politica: «Pensi alle città che hanno un porto toccato dalla riforma: Genova, Savona, La Spezia, Livorno, Civitavecchia, Trieste, Venezia...Il Pd non ne ha più in mano nemmeno una».

Nogarin contesta anche lo spirito della norma, paragonando quello che sta accadendo in Europa con quello espresso invece dal governo italiano: «Tutta Europa continua a favorire il rapporto tra le città e il proprio porto, noi invece vogliamo escludere le comunità dai porti. È una norma strana? Certo e le spiegazioni andrebbero chieste al ministro: certo Delrio si era presentato come il campione dei sindaci, aveva detto di voler portare la sua esperienza di primo cittadino al ministero e questi sono i risultati».

Ora toccherà ai comuni italiani scatenare l’offensiva contro il correttivo porti e nei forse già nei prossimi giorni il decreto potrebbe essere impugnato.


LA PARTITA DI GENOVA
Quella del consiglio di gestione è una spina nel fianco per la giunta guidata da Marco Bucci. Il sindaco di Genova ha cercato di sostituire Marco Doria, ma il colpo non gli è riuscito. Tanto che in una lettera svelata dal S ecolo XIX/TheMediTelegraph aveva chiesto al predecessore di rimanere al suo posto in attesa di trovare un nome. Poi anche la strada dell’autocandidatura si è infranta contro il muro del “Correttivo porti”. Il vertice di Palazzo Tursi tace, ma due fonti raccontano che si starebbe pensando al “piano b”. Perchè l’impugnatura per ora solo annunciata, dell’Anci, impiegherà tempo a fare il proprio corso. E così ieri sono spuntati due nomi, ripescati dalla short list compilata tempo fa. Il primo è quello di Leopoldo Da Passano, responsabile del settore porti di Confindustria. L’altro è quello di Gianni Vassallo: esponente della Dc, lunga carriera manageriale e politica, anche tra le fila del Pd. È l’altra proposta sul tavolo del sindaco. Dopo aver perso il board dell’aeroporto all’ultimo, ora Vassallo potrebbe finire in porto. Rischia di pagare però la “macchia” politica

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››