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Lavoro, Becce presenta il “piano Agenzia” per il porto di Genova

Genova - Posizioni ancora distanti tra terminalisti e camalli sulla gestione di bilanci e tariffe.

Genova - I terminalisti tengono la linea dura. Anche ieri nella riunione tra operatori nella sede di Confindustria, la schiera rimane compatta. Anzi: qualcuno ha persino provato ad alzare il tiro, ma rimane sul banco la data delle elezioni. Così la salvezza dei camalli si ingarbuglia ulteriormente, con l’imminente ingresso della questione politica. I terminalisti temono che la vicina data delle elezioni porti ad un innalzamento della pressioni perchè aprano i portafogli. Alla Culmv mancano infatti 2,2 milioni di euro per chiudere il bilancio e anche quest’anno la compagnia ha battuto cassa. Gli operatori però continuano a rifiutarsi di pagare, colpiti negativamente anche da un piano di rilancio che viene definito «debole»: le linee guida presentate dai due commercialisti ingaggiati dalla Culmv e anticipate dal Secolo XIX/TheMediTelegraph, non hanno fatto breccia nel cuore dei confindustriali. L’avvicinarsi del voto complica i piani: il peso elettorale dei camalli è superiore a quello degli operatori, non fosse che per il numero. Rimane poi la minaccia delle tariffe: in caso di scontro prolungato, potrebbe essere deciso anche un innalzamento così da compensare il gap dei 2,2 milioni di euro.

A conferma che non si tratta di un teatrino, almeno questa volta, ieri i terminalisti hanno ascoltato dal presidente di Assiterminal, Luca Becce, la storia dell’Agenzia del lavoro portuale di Livorno. È la principale alternativa che Confindustria individua per la manodopera sulle banchine. Oggi la Culmv è l’unico soggetto autorizzato ad operare, l’Agenzia servirebbe però a scardinare il sistema. Becce conosce bene la situazione del porto toscano (ha guidato anche il terminal Tdt) e l’operazione che ha portato alla salvezza della compagnia con la nascita dell’Agenzia. E ha spiegato i dettagli ai terminalisti: a Genova la situazione è però radicalmente diversa, come hanno dovuto ammettere tutti. Sulla fattibilità rimangono alcuni dubbi: la Culmv è una cooperativa e far votare a mille soci la propria trasformazione in agenzia, non sarebbe così facile. E poi rimane un problema di governance: per questo tra i terminalisti, c’è chi vorrebbe proprio Becce al timone dell’agenzia.

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