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Genova, «in porto nulla sarà più come oggi»

Genova - La chiesa non fa politica ma - forte dell’esortazione di papa Francesco ai cattolici perché si impegnino in modo diretto nelle istituzioni - i cappellani del lavoro della Curia genovese continuano il loro impegno sottotraccia per trovare convergenze in vista del bene laicamente più prezioso: l’occupazione

Genova - La chiesa non fa politica ma - forte dell’esortazione di papa Francesco ai cattolici perché si impegnino in modo diretto nelle istituzioni - i cappellani del lavoro della Curia genovese continuano il loro impegno sottotraccia per trovare convergenze in vista del bene laicamente più prezioso: l’occupazione.

E a Genova nascono così strane sintonie. Ieri sera all’incontro di formazione socio-politica presso la sede dell’Apostolato liturgico il relatore era Paolo Emilio Signorini , presidente dell’Autorità portuale, invitato a parlare delle potenzialità del porto e delle criticità che ne impediscono il pieno sviluppo. Ma tra il pubblico si è presentato anche, in prima fila, il neo deputato pentastellato Marco Rizzone, eletto nel collegio uninominale di Genova - Bargagli. Per lui, prima dell’inizio dei lavori , la stretta di rito con don Moretti e Signorini. «Vengo solo per ascoltare e non per intervenire- premette - oggi sono ancora un libero cittadino, la comunicazione ufficiale del mio insediamento non è ancora arrivata».


I CAPPELLANI E GLI ELETTI

Rizzone aveva già preso parte all’incontro promosso dall’arcidiocesi con tutti i candidati alla vigilia del 4 marzo, “benedetto” anche dal vescovo vicari Nicolò Anselmi. E il suo ritorno a un appuntamento della Curia è l’ennesimo attestato di legittimità della Chiesa - se ce ne fosse bisogno, in una società sempre laica - ai nuovi assetti del dopo voto, iniziato con le parole del cardinale Angelo Bagnasco: «Non bisogna aver paura del cambiamento ma è necessario capirlo».

«Abbiamo sempre avuto contatti con i parlamentari eletti, di ogni partito e stiamo incontrando chi rappresenterà la notra terra a Roma - racconta don Massimiliano Moretti, il braccio destro dello storico responsabile dei cappellani di fabbrica, monsignor Luigi Molinari - perché sono loro i rappresentanti degli elettori. E se una persona su tre ha scelto i Cinque stelle, allora sono a pieno titolo legittimati». Finita una legislatura, si cambia.


IL PORTO E LA SCENA POLITICA

Il porto che disegna Signorini non è poi così diverso dalla scena politica: in continuo mutamento: «Gli operatori portuali di oggi sono sicuramente bravi, da 10 anni i traffici tengono - dice l’uomo dell’Authority - ma già oggi non è più la stessa comunità e, ben presto, non avrà più nulla di ciò a cui siamo abituati».

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