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«Gioia Tauro in crisi, ma Msc non porterà via le sue navi da qui»

Genova - Gli investimenti del terminalista non sono l’unico elemento su cui Agostinelli vuole vedere chiaro: «C’è preoccupazione anche per la sicurezza sul lavoro e sulla perfetta efficienza dei mezzi».

Genova - «Lo sa che potremmo accogliere tre portacontainer ultralarge in fila?» E invece il commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli è costretto a contare i container che perde: «Anche questi primi mesi dell’anno saranno in negativo, secondo le mie statistiche: è una crisi che viene da lontano, certo, ma lo Stato qui ha investito 170 milioni di euro tra banchine e gateway ferroviario e ora abbiamo il dovere di verificare». Così lunedì scade il termine per il terminalista Mct (partecipato al 50% da Contship e Msc) per presentare il cronoprogramma degli investimenti.

La lettera è comunque già partita ieri dal quartier generale di Contship. «Noi abbiamo messo i terminalisti nelle condizioni migliori per gestire il terminal, tanto che il loro obiettivo era di arrivare a 4,5 milioni di contenitori» spiega Agostinelli. «Sui numeri non si bluffa: noi siamo in calo, ma il trend è così da anni. Poi c’è una controversia tra armatore e terminalista e c’è un rimpallo di responsabilità. L’Autorità portuale ha il dovere di conoscere». Gli investimenti del terminalista non sono l’unico elemento su cui Agostinelli vuole vedere chiaro: «C’è preoccupazione anche per la sicurezza sul lavoro e sulla perfetta efficienza dei mezzi. Vogliamo fare una verifica puntuale e seria». La verifica: quella ci sarà comunque. «La lettera, gli intoppi, il ritardo di 15 giorni...Sono schermaglie - dice Agostinelli -. Io voglio conoscere il piano di investimenti. La verifica ci sarà». Contship ribadisce che «come abbiamo sempre fatto, investiremo la nostra parte in coerenza con le decisioni del consiglio d’amministrazione». Il commissario comunque non sembra intenzionato a usare “l’arma finale” della revoca della concessione: «Non ho parlato di revoca. Faremo verifiche serie che porteranno a qualcosa. Qui ci sono in ballo 900 posti di lavoro. A oggi non ci sono istanze concorrenti o di subentro, c’è una concessione in corso». E quindi come uscirne? Il piano «non compete all’Authority: io devo far funzionare il porto. Certamente è necessario cambiare rotta». La guerra tra Msc e Contship non si combatte quindi solo sul fronte spezzino: in Liguria, Msc ha cominciato a spostare alcune navi verso Genova. A Gioia Tauro potrebbe succedere lo stesso? «No - dice secco Agostinelli -. Non credo. La mia impressione non è questa». Nella diatriba tra i due concessionari alla fine potrebbe prevalere uno solo. Msc potrebbe essere interessata ad agire da sola a Gioia Tauro: «Non c’è nessuna istanza concorrente - spiega Agostinelli - Se dovessero arrivare, si aprirebbe un altro scenario. Al momento c’è un terminalista concessionario nel pieno delle sue funzioni».

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