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Gulli (Uil): «Porto e Terzo valico, il futuro di Genova si gioca qui»

Genova - Porto e infrastrutture. E poi: potenziamento della rete ferroviaria, ristrutturazione della circolazione per i tir nella zona di San Benigno e sviluppo delle banchine, a partire dall’entrata in funzione del terminal contenitori di Calata Bettolo.

Genova - Porto e infrastrutture. E poi: potenziamento della rete ferroviaria, ristrutturazione della circolazione per i tir nella zona di San Benigno e sviluppo delle banchine, a partire dall’entrata in funzione del terminal contenitori di Calata Bettolo, a Sampierdarena. Sono questi, secondo la Uiltrasporti Liguria, i principali temi che le istituzioni genovesi dovranno affrontare e portare a termine da qui ai prossimi mesi con l’obbiettivo di creare nuovi posti di lavoro in città e porre le basi per uno sviluppo economico-produttivo a medio-lungo termine.

Il congresso regionale della Uiltrasporti, ieri, ha confermato Roberto Gulli segretario generale per la Liguria per altri quattro anni. All’incontro ha partecipato anche il segretario nazionale, Claudio Tarlazzi. «Lo sviluppo di Genova passa per buona parte dal potenziamento del suo porto e da tutte le attività che ruotano attorno allo scalo. Il settore portuale garantisce occupazione a circa 56mila addetti tra occupati diretti e indiretti e di fondamentale importanza per l’intero tessuto produttivo sarà anche la realizzazione di nuove infrastrutture», dice Gulli.

Terzo valico e ferrovia
Secondo il segretario ligure, il Terzo valico rappresenta una delle opere più importanti che si stanno realizzando in Italia perchè consentirà alle merci movimentate dal porto di raggiungere i mercati svizzeri e tedeschi. «Di fondamentale importante - spiega Gulli - è pure il completamento del nodo ferroviario cittadino che permetterà la separazione dei flussi del traffico su ferro a carattere metropolitano da quelli a media e lunga percorrenza».

Sviluppo dei terminal
Quello dello sviluppo delle banchine, a partire dall’entrata in funzione del terminal contenitori di Calata Bettolo, a Sampierdarena, è stato uno dei temi affrontati in ambito portuale durante il congresso Uiltrasporti. Il layout del terminal prevede una capacità di circa 500 mila teu, investimenti per 150 milioni da parte dei privati che chiedono però certezza sulla possibilità di approdo delle navi da 14mila teu. «Ci sono anche altri aspetti sui quali ancora non si è fatto abbastanza - prosegue Gulli - a partire dall’elettrificazione delle banchine. Il potenziamento dello scalo deve passare anche da opere che rendano più sostenibili per la città alcune attività che possono creare inquinamento e fastidio agli abitanti di alcuni quartieri, specialmente a Ponente».

Lavoro in banchina
Il dossier del lavoro in portuale è stato uno dei temi affrontanti dal segretario regionale. «Oltre ad un sistema del lavoro regolamentato - sottolinea Gulli - lo scalo genovese continua ad avere bisogno di un pool di lavoratori, con flessibilità oraria e possibilità di muoversi all’interno dello scalo, che affianchi l’operato dei dipendenti dei singoli terminal». Tra i temi toccati anche quello delle agenzie marittimi che negli ultimi mesi hanno affrontato, soprattutto a Genova, una crisi senza precedenti a partire dal fallimento della compagnia coreana Hanjin Shipping che solo in città ha lasciato senza occupazione più di 80 lavoratori.

Tir e sicurezza
«Il tema della salute e sicurezza sul lavoro - dichiara Gulli - è uno tra i più attuali che interessa sia il mondo portuale che quello dei trasporti, ma non solo». Lo scorso 26 marzo, al terminal Vte di Pra’, un camionista è stato travolto da una motrice in manovra. L’autista è sceso dal suo mezzo per chiedere informazioni ed è stato travolto da un collega che stava facendo manovra. «Su questo tema - chiude - non ci possono essere compromessi. Fatti come quello che si è verificato al Vte non sono accettabili: devono essere evitati in tutti i modi».

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