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Barcellona e Roma si scoprono alleate sul fronte delle Autostrade del mare

Civitavecchia - Patto tra porti per fare concorrenza alla strada.

Genova - Il traffico è destinato a crescere ancora: da qui al 2020 tra Civitavecchia e Barcellona ogni anno l’aumento dei volumi sarà del 3%: «Infatti - spiega Carles Rua, capo della divisione nuovi progetti dell’Autorità portuale dello scalo catalano - abbiamo problemi di congestione».

I tir che scelgono il mare invece della strada per raggiungere Spagna e Italia rischiano di mandare a saturazione l’utilizzo delle banchine: gli spazi dedicati alle Autostrade del Mare su questa rotta stanno per arrivare alla piena capacità. «La nave, rispetto al via terra, permette di risparmiare tempo ed è una soluzione più “verde”» spiega Francesco Maria di Majo, presidente del porto di Civitavecchia. Da Barcellona alla banchina di Roma servono 51 ore se si sceglie la strada, solo 31 via nave, con una «sensibile riduzione delle emissioni». Il progetto è però più ampio: «Per noi questo è un corridoio intermodale, che oltre alla rotta marittima con la Spagna, permette di raggiungere Croazia e Grecia, dopo un tratto su strada sino ad Ancona e un nuovo imbarco con destinazione i porti della sponda Est dell’Adriatico». I due porti chiedono che anche questo “corridoio orizzontale” abbia la stessa corsia preferenziale in Europa, soprattutto sul fronte dei finanziamenti, rispetto a quelli “verticali” ferroviari. Il progetto delle due Autorità portuali è stato svelato durante il forum organizzato dal MediTelegraph e da On The Mos Way a Civitavecchia.

Nuovi terminal
La gara per realizzare la darsena dedicata al traffico dei trailer sarà bandita entro ottobre di quest’anno. Poi il contratto sarà siglato entro il prossimo anno (la scadenza indicata dal cronoprogramma è fine marzo 2019), mentre il nuovo molo sarà completato - prevede l’Authority - entro fine di giugno 2020. Barcellona sta avviando un’operazione simile sul molo Contradique, oggi dedicato alle rinfuse, che sarà trasformato e collegato alla ferrovia. Nel porto catalano il programma prevede tempi più lunghi: il completamento della fase progettuale è prevista a fine giugno 2019, mentre la parte ferroviaria e i lavori di adeguamento del terminal saranno terminati a fine 2021. Il costo totale per i due porti sarà di 21,5 milioni di euro. Quattro arrivano dall’Europa, il resto tocca ai due scali: Civitavecchia sarà impegnata per 7,4 milioni di euro, Barcellona per 14 milioni.

Obiettivo Nord Africa
«La nostra è la vera alternativa al Corridoio Mediterraneo, che non prevede la parte marittima - dice di Majo, che punta così a conquistare altri mercati -. Con la realizzazione del corridoio che collega Barcellona e Civitavecchia, puntiamo anche ai volumi del Nord Africa, un’area che non si è ancora riusciti ad includere nelle rotte dell’Europa».L’iniziativa dei porti italiani e spagnoli ha lo scopo di inserire anche quella direttrice di traffico negli interessi delle reti Ten-T europee: «Oggi manca ancora un dialogo tra queste due direttrici, e noi vogliamo favorirlo».

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