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Allarme Ics: «Preoccupante la politica italiana di non accoglienza dei migranti»

Genova - «L’Italia ha costantemente permesso l’immediato sbarco delle persone salvate dalle navi mercantili e dalle navi gestite da Ong umanitarie. Dopo la nomina del nuovo governo, la crisi sembra ora prendere una direzione sempre più politica».

Genova - Con un irrituale comunicato diffuso nel pomeriggio di oggi, l’International Chamber of Shipping (Ics) ha voluto esprimere «preoccupazione per l’apparente nuova politica del governo italiano di chiudere i suoi porti ai migranti soccorsi dalle navi gestite da organizzazioni umanitarie».

«Il rifiuto da parte dell’Italia di consentire lo sbarco di queste persone potrebbe avere gravi implicazioni per la sicurezza e il benessere di queste persone in difficoltà, compresi i bambini e le donne incinte. L’Italia ha costantemente permesso l’immediato sbarco delle persone salvate dalle navi mercantili e dalle navi gestite da Ong umanitarie. Dopo la nomina del nuovo governo, la crisi sembra ora prendere una direzione sempre più politica. Se le navi delle Ong non fossero autorizzate a sbarcare le persone soccorse in Italia, ciò avrebbe implicazioni significative per le navi mercantili e gli scambi commerciali in tutto il Mediterraneo, poiché le navi mercantili dovranno nuovamente essere coinvolte in un numero maggiore di salvataggi».

L’industria globale del trasporto marittimo, rappresentata proprio dalla International Chamber of Shipping, «si è impegnata a rispettare gli obblighi previsti dalla convenzione SOLAS (Safety of Life at Sea Convention) dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO) delle Nazioni Unite per venire in soccorso di qualsiasi persona in difficoltà in mare. Da quando la crisi dei migranti nel Mediterraneo è aumentata tre anni fa, oltre 50.000 persone sono già state salvate dalle navi mercantili, e molte di più sono state salvate da navi e imbarcazioni militari gestite da Ong umanitarie. La crisi nel Mediterraneo è ancora lontana dall’essere conclusa, con migliaia di migranti che ancora tentano di intraprendere il pericoloso attraversamento del mare in imbarcazioni sovraffollate e insalubri. Secondo l’ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), altri 3.000 migranti hanno perso la vita nel corso del 2017».

Per il segretario dell’Ics, Peter Hinchliffe, «la preoccupazione principale degli armatori è umanitaria. Nell’interesse di proteggere la sicurezza della vita in mare, Ics invita quindi tutti gli Stati membri dell’Ue ad affrontare con urgenza le legittime preoccupazioni sollevate dal governo italiano in merito al numero elevato di persone soccorse che arrivano in Italia, affinché la politica di sollecito e lo sbarco prevedibile - in linea con i principi dell’UNHCR – possa essere pienamente mantenuto, non solo in Italia ma in ogni altro Stato membro dell’Ue».

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